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Federalismo fiscale, il governo incassa il si del senato. Ecco le novità

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Primo giro di boa per il disegno di legge delega sul federalismo fiscale che si appresta a passare alla Camera per la seconda lettura. Il provvedimento fissa i punti cardine in base ai quali il governo è delegato poi ad attuare, attraverso i decreti legislativi, la riforma dell’autonomia finanziaria di regioni, province e comuni, il cui fulcro è rappresentato dal passaggio dalla spesa storica ai costi standard. Queste in sintesi le novità della riforma:

- Costo standard: per garantire l’autonomia di entrate e spesa a regioni ed enti locali e decidere i livelli di perequazione si passerà in maniera progressiva dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di governo, il fabbisogno di cui necessita un’amministrazione e quindi l’eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi.

- Tetto alla pressione fiscale: si punta a un calo complessivo della pressione fiscale. Con i decreti attuativi dovrà essere ‘garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo’. Con un ordine del giorno di Mario Baldassarri (Pdl) il governo si è impegnato a fare in modo che con i decreti attuativi non si superi il livello massimo di pressione fiscale fissato nel Dpef e che entro i due anni successivi alla data in vigore dei Dlgs questa non superi il 42% e il 40% nei tre anni che seguono il primo periodo.

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Che cosa è e come si richiede il bonus famiglia

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Che cos’è il bonus famiglia

Una somma variabile da 200 a 1.000 euro a seconda della condizione di chi lo richiede. Il
Bonus non costituisce reddito né ai fini fiscali né previdenziali e nemmeno ai fini del reddito-soglia per beneficiare della social card.

Chi può chiederlo

I residenti che facciano parte di una famiglia qualificata come «a basso reddito».Il bonus viene
Erogato solo a uno dei componenti del nucleo familiare.

Quale reddito bisogna avere per ottenere il bonus

Fino a 35 mila euro di reddito complessivo familiare annuo:il reddito-soglia varia in funzione
del numero di componenti del nucleo familiare e della loro condizione(pensionato,portatore
di handicap e così via)come indicato nella grafica qui sopra

Quando bisogna aver conseguito il reddito

Il decreto offre un’alternativa:si può fare riferimento al reddito ottenuto nel 2007 o a quello del
2008. In base alla scelta, cambiano i termini di presentazione della domanda e di erogazione del bonus

Chi viene considerato componente del «nucleo familiare»

Ai fini del calcolo del reddito,si considerano componenti del nucleo familiare:chi richiede il
bonus, il coniuge(che può anche non essere a carico del richiedente, ma non deve essere
legalmente ed effettivamente separato), i figli e gli altri familiari a carico, così come indicati
all’articolo12 del Testo unico delle imposte sui redditi (Dpr 917/1986)

Come si calcola il reddito familiare

Il reddito complessivo familiare si calcola sommando i redditi complessivi ottenuti dai
componenti del nucleo familiare, calcolati secondo quanto previsto dall’articolo 8 del Testo unico
delle imposte sui redditi (Dpr 917/1986)

Quali categorie di reddito vanno sommate

Per poter accedere al bonus occorre che al reddito familiare contribuiscano soltanto redditi
delle seguenti tipologie:

  • i redditi da lavoro dipendente;
  • le pensioni di ogni tipo e gli assegni equiparati;
  • i compensi percepiti,entro i limiti dei salari correnti maggioratidel20%,dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro,delle cooperative di servizi, agricole e di prima trasformazione e delle cooperative della piccola pesca;
  • le somme,a qualunque titolo percepite,anche sotto forma di erogazioni liberali,quale compenso per gli incarichi di amministratore,sindaco o revisore di società,associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, per la collaborazione con giornali e simili,per la partecipazione a collegi e commissioni;
  • le somme percepite in relazione ad altri rapporti di collaborazione riguardanti la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempre che gli incarichi o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente o nell’oggetto dell’arte o professione esercitate dal contribuente, di cui all’articolo53, comma1,del Testo unico delle imposte sui redditi (Dpr 22 dicembre 1986, n.917), ossia lavoro autonomo;
  • le remunerazioni dei sacerdoti, previste dalla legge 222 del 1985, e le congrue e i supplementi di congrua previsti dalla legge 26 luglio 343 del 1974;
  • i compensi percepiti dalle persone impegnate in lavori socialmente utili;
  • gli assegni periodici corrisposti al coniuge, esclusi quelli destinati al mantenimento dei figli, a seguito di separazione legale ed effettiva,di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria;
  • i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente e i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente,qualora percepiti dai soggetti a carico del richiedente o dal coniuge non a carico;
  • i redditi fondiari, ma solo a patto che siano stati percepiti insieme con i redditi delle categorie precedenti (in«coacervo», recita il decreto) e a patto che il loro ammontare non sia superiore a 2.500euro.

Come si ottiene il bonus

Il bonus non è automatico ma deve essere richiesto. Per farlo, bisogna presentare una domanda
nella quale il richiedente “autocertifica” i seguenti elementi:

  • il coniuge non a carico e il suo codice fiscale;
  • i figli, gli altri familiari a carico, la relazione di parentela e il loro codice fiscale;
  • il fatto che il reddito complessivo familiare rientra nei limiti richiesti dal decreto e il periodo d’imposta –2007 o 2008 – in cui è stato realizzato il reddito.

A norma del Dpr 445/2000, richiamato nel decreto, l’autocertificazione può essere fatta allegando alla richiesta la fotocopia sottoscritta di un documento d’identità

Il modulo per la domanda

Per presentare la richiesta del bonus bisognerà utilizzare il modello che sarà approvato
dall’agenzia delle Entrate entro10 giorni dall’entrata in vigore del decreto:probabilmente entro la
metà di dicembre.

A chi va presentata la richiesta ed entro quale termine

Se si fa richiesta sulla base del reddito ottenuto nel 2007
La domanda va presentata entro il 31gennaio 2009 ai sostituti d’imposta, cioè il datore di lavoro privato o pubblico del richiedente o l’ente previdenziale che gli versa la pensione. In tutti i casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la richiesta può essere presentata all’agenzia delle Entrate in via telematica entro il 31 marzo 2009.

Se si fa richiesta sulla base del reddito ottenuto nel2008
La domanda va presentata entro il 31marzo 2009 ai sostituti d’imposta o agli enti previdenziali.

In tutti i casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la richiesta può essere presentata:

  • in via telematica all’agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2009;
  • con la dichiarazione dei redditi 2008

Le modalità di invio della domanda

In tutti i casi la richiesta può essere presentata anche tramite dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro e centri di assistenza fiscale, ai quali – precisa il decreto – non spetta alcun compenso.

Da chi e quando viene erogato il bonus

Se la richiesta è stata presentata sulla base del reddito ottenuto nel 2007 Il bonus è versato ai lavoratori dal sostituto d’imposta cui è stata presentata la richiesta (cioè dal Datore di lavoro) entro il mese di febbraio 2009. Per i pensionati, invece, il bonus è versato dall’ente previdenziale entro marzo 2009.

Se la richiesta è stata presentata sulla base del reddito ottenuto nel 2008 Il bonus è versato ai lavoratori dal sostituto d’imposta cui è stata presentata la richiesta (cioè dal datore di lavoro) entro il mese di aprile 2009. Per i pensionati, invece, il bonus è versato dall’ente previdenziale entro maggio 2009.

In tutti i casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta  La domanda viene inoltrata all’agenzia delle Entrate ed è il richiedente a indicare le modalità con cui desidera ricevere il bonus.

Come si stabilisce chi ha diritto al bonus

Il sostituto d’imposta eroga il beneficio secondo l’ordine di  presentazione delle richieste, nei limiti del monte ritenute e contributi disponibili nel mese di febbraio 2009 (per le domande relative ai redditi ottenuti nel 2007) o nel mese di aprile 2009 (per le domande relative ai redditi ottenuti nel 2008). I datori di lavoro pubblici e gli enti previdenziali, invece,fanno riferimento al monte delle ritenute disponibile.


Da leggere:

Parabola e martello, la nuova crociata del Pd

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parabola

Tratto da www.loccidentale.it

Da due giorni Sky Tg 24 conduce una martellante campagna contro l’intenzione del governo di aumentare dal 10 al 20 per cento l’iva sugli abbonamenti alla tv satellitare. Lo si può capire, nessuna azienda festeggia l’aggravio di tasse sui suoi prodotti, anche se il tono con cui Tom Mockridge conduce la sua battaglia sembra un po’ troppo stentoreo e minaccioso.

Sky ha comunque buone ragioni da accampare: le aziende che operano sul fronte delle tecnologie avanzate andrebbero alleviate di tasse e balzelli perchè sono all’avanguardia nel produrre sviluppo e occupazione. E sebbene Sky operi da anni in condizione di sostanziale monopolio si è dimostata in grado di crescere oltre ogni previsione. Non fosse per il fatto che il governo è costretto a raschiare il fondo del barile, verrebbe da dire che quelle risorse sarebbe meglio trovarle altrove.

Quello che invece stupisce fino ad essere esilarante è il fatto che il Tg3 batta sulla stessa notizia con foga addirittura maggiore della stessa Sky: l’aumento dell’Iva per le famiglie “parabolate” è diventato una specie di ossessione per l’ex TeleKabul e poi a ricasco per tutta la sinistra.

Il Pd veltroniano ne ha fatto subito la sua nuova crociata: “giù le mani dagli abbonati Sky”, in nome ovviamente del mai sepolto conflitto di interessi (anche se l’aumento riguarda pure Mediaset) e con la la pretesa di dimostrare che il governo che doveva abbassare le tasse invece le aumenta. Come se la pay-tv fosse un bene di prima necessità di cui nessuno può fare a meno.

Ma la cosa più incredibile è che questa difesa in armi di 4 milioni di famiglie che si troveranno 4 euro in più al mese sul conto televisivo arriva dopo settimane in cui, Tg3, l’Unità, e di nuovo tutti i vertici del Pd hanno sputato contro i 40 euro al mese che il governo intende dare alle famiglie più povere. Quei 40 euro per Veltroni & Co. sono una vergognosa elemosina, una carità pelosa, un ricordo osceno delle vecchie tessere annonarie di mussoliniana memoria. Invece 4 euro in più alle famiglie munite di parabola e magari di schermo al plasma sono un ignominioso salasso, un tradimento delle promesse elettorali.

Ovviamente la sinistra fa i conti con le proprie tasche prima che con quelle dei cittadini: 40 euro, per chi ci compra due etti di pata negra nella boutique alimentare sotto casa al centro di Roma o Milano, sono in effetti “un elemosina”. E non si pensa che con quei 40 euro in un discount di periferia ci si riempie il carrello. Mentre aumentare l’Iva a Sky (e a Mediaset) non è un modo come un altro per finanziare quel genere di misure, ma solo e sempre la vendetta del Caimano.

Written by marcorouge

30 Novembre 2008 alle 7:32 pm

Tremonti spiega la social card

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PRESENTAZIONE CARTA ACQUISTI

La social card costerà a regime 450 milioni di euro e interesserà circa 1 milione e 300 mila persone. E’ quanto ha dichiarato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi insieme al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti.

Tremonti ha innanzitutto voluto precisare che non si tratta di un intervento caritatevole. “Abbiamo scelto lo strumento della carta acquisti anonima in alternativa rispetto alla distribuzione fisica di denaro perché su questo supporto si aggiungono altre voci. La prima è lo sconto delle catene commerciali convenzionate con questo programma. La carta serve anche ad accedere alle tariffe sociali dell’Enel”, ha spiegato il ministro.

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Piano per le imprese

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Questi sono gli interventi di emergenza, cosiddetti pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea, per aiutare le imprese italiane e la ripresa del lavoro e dell’occupazione.

  • Lavoro ed aiuto alla disoccupazione.

A causa della crisi l’occupazione potrà diminuire ancora. Il governo non ha intenzione di stare a guardare, ha deciso di sostenere i redditi di chi dovesse restare senza lavoro. Con un emendamento sono stati stanziati 620 milioni di euro per la cassa integrazione straordinaria. Gli ammortizzatori sociali funzioneranno. Sono allo studio anche un “bonus disoccupazione” e l’estensione degli ammortizzatori sociali ai precari.

  • Imprese.

Per difendere l’occupazione bisogna sostenere le imprese di tutte le dimensioni ed in questa direzione il governo interverrà e si stanno studiando di sgravi fiscali sugli utili reinvestiti in ricerca, innovazione e sviluppo. Un’altra misura allo studio è la cosiddetta “Iva di cassa”, grazie alla quale l’imposta sarebbe pagata dalle aziende solo al momento dell’incasso della fattura e non al momento dell’emissione.
Inoltre è indispensabile che la crisi non induca le banche a negare il credito alle imprese in questa fase cruciale: l’obiettivo può essere realizzato con un sistema di garanzie pubbliche per i prestiti destinati a sostenere la produzione.
Sempre al fine di sostenere l’industria meccanica, particolarmente colpita dalla crisi, saranno prorogati per il 2009 gli incentivi alla rottamazione di auto e moto, in scadenza al 31 dicembre di quest’anno.

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Piano per le famiglie : un’altra risposta del Governo alla crisi

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Sono giornate decisive per gli aiuti alle famiglie e alle imprese, oltre che per far decollare il piano destinato a tempi brevissimi a far ripartire le infrastrutture. Va precisato che non si tratta di una Finanziaria-bis dettata dalla crisi economica, ma di un intervento di emergenza, un pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea.

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