Posts Tagged ‘pdl’
La differenza tra noi e loro
Quante volte avete visto sosteniori del centrodestra andare a disturbare un comizio o una manifestazione della sinistra?
Sono queste persone, che vorrebbero far tacere chi non la pensa come loro, i difensori della democrazia?
Chi festeggia per l’agressione al Presidente Berlusconi con quale faccia tosta si può dire democratico?
Il “nuovo PD”: una storia già vista

Rieccoci al punto di partenza. PCI, PDS, DS e ora PD. Tutte trasformazioni dove si è sempre innalzato il vessillo del cambiamento, del riformismo , del progressismo… Ma dove in realtà più si andava avanti e più si tornava indietro. Tant’è che oggi il centro-sinistra italiano si ispira al “riformismo del no” (si facciano le riforme, ma non si deve cambiare nulla) e si ritrova alleata con la CGIL che più conservatrcie di lei non c’è.
I leader del PD , intenti a dipingersi da soli come gli unici in grado di cambiare l’Italia, non si accorgono che il Cambiamento è già in atto da un anno, grazie al governo del Popolo della Libertà e della Lega Nord e non si accorgono che sono gli unici a rimanere indietro.
Ultima indagine nazionale dell’Istituto DEMOPOLIS sulle intenzioni di voto degli italiani

A 16 giorni dall’apertura delle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo, un quinto degli italiani non ha ancora scelto: molti gli indecisi, fortemente tentati anche dall’astensione. È quanto emerge dall’ultima fotografia sulle intenzioni di voto scattata dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis prima del black out previsto dalla legge elettorale: uno scenario non previsivo, in quanto ancora soggetto a possibili significative variazioni.
Se si votasse oggi, secondo le stime DEMOPOLIS, il PDL si attesterebbe intorno al 40% (con una forbice tra il 38 e il 42%), con la Lega al 10%.
Il Partito Democratico si posizionerebbe invece tra il 25 ed il 27%, l’IdV all’8%, l’UDC al 6%. A rischio, al momento, tutte le altre liste: vicine alla soglia del 4% appaiono Rifondazione con i Comunisti Italiani e il cartello dell’Autonomia.
In un voto fluido e d’opinione, come quello per le Europee, sono ancora possibili molte sorprese: il tasso di partecipazione al voto – secondo i ricercatori dell’Istituto Demopolis – potrebbe divenire l’elemento decisivo nella misurazione del consenso ai partiti.
Federalismo: ecco il nuovo Stato
Con il via libera del Senato, il federalismo fiscale diventa legge dello Stato. Ecco le novità principali contenute nel provvedimento che ridisegna in profondità la forma di Stato.
Unità nazionale
Un emendamento ha ribadito la centralità dell’unità della nazione e la necessità di recuperare il gap tra le varie aree del paese. Il sì dell’aula di Montecitorio alla norma è stato unanime.
Spesa storica
L’articolo 1 stabilisce che il ddl delega costituisce “l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni e garantendo i princìpi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica e da garantire la loro massima responsabilizzazione e l’effettività e la trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti”. Fissa “i principi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, disciplina l’istituzione e il funzionamento del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante nonché l’utilizzazione delle risorse aggiuntive e l’effettuazione degli interventi speciali di cui all’articolo 119, quinto comma, della Costituzione. Disciplina altresì i princìpi generali per l’attribuzione di un proprio patrimonio a comuni, province, città metropolitane e regioni e detta norme transitorie sull’ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale”. Costi standard Tra gli emendamenti all’articolo 2 accolti c’è quello che stabilisce come tra i primi decreti legislativi da approvare c’è quello che “contiene la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni”.
Commissione bicamerale
Viene istituita una Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale. Trenta i membri, tra deputati e senatori, affiancata da un comitato ad hoc delle autonomie locali, di cui faranno parte dodici membri: sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni.
Commissione tecnica paritetica
Nasce la commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale. Ha il compito di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione, da parte del governo, degli schemi dei decreti legislativi di attuazione della delega in materia di federalismo fiscale. Ne fanno parte 30 componenti, dei quali 15 rappresentanti tecnici dello Stato e 15 rappresentanti tecnici degli enti territoriali. Partecipano inoltre alle riunioni un rappresentante tecnico della Camera e uno del Senato e un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle Province autonome. Sarà creata anche una conferenza “sede di condivisione delle basi informative, finanziarie e tributarie”.
Fondo perequazione: solidarietà per prestazioni base
Il fondo perequativo è statale ed alimentato dal gettito da compartecipazione all’Iva assegnata per le spese relative alle prestazioni essenziali ma anche da una quota del gettito derivante dall’aliquota media di equilibrio di addizionale regionale all’Irpef assegnata per il finanziamento delle spese non riconducibili alle funzioni essenziali. Viene utilizzato, secondo il principio costituzionale del favore verso i territori a minore capacità fiscale e le sue quote vengono assegnate a ciascuna regione senza vincolo di destinazione.
Anagrafe tributaria
Definiti i compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.
Lotta all’evasione fiscale
Il ddl prevede il coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell’attività di contrasto dell’evasione fiscale e l’individuazione di adeguati meccanismi diretti a coinvolgere regioni ed enti locali nell’attività di recupero dell’evasione fiscale. Fisco regionale Le Regioni disporranno di tributi e di compartecipazioni erariali, in via prioritaria all’Iva, per finanziare le spese per lo svolgimento delle funzioni di propria competenza e anche le spese statali sulle quali esercitino “funzioni amministrative”.
Irpef
Accolto in commissione, ed approvato in aula, un emendamento del Pd che disciplina principi e criteri per l’esercizio delle competenze legislative e sui mezzi di finanziamento. I democratici hanno sostenuto di aver evitato la “balcanizzazione dell’Irpef”, con 21 diverse basi imponibili, una per ogni regione. Patto di convergenza Via libera alle misure che riguardano il “patto di convergenza” e il “patrimonio degli enti locali”.
Fondo perequativo
Stabilito il funzionamento del fondo perequativo.È previsto, tra l’altro, un periodo transitorio di cinque anni in cui attuare progressivamente il passaggio dal finanziamento della spesa storica al finanziamento dei costi standard ed alla perequazione della capacità fiscale per abitante, oltre a un ulteriore periodo transitorio di cinque anni in cui lo Stato, con risorse del proprio bilancio, può contribuire alle spese di regioni in cui “emergano situazioni oggettive di significativa e giustificata insostenibilità” del nuovo assetto finanziario.
Città metropolitane
Salgono a nove le città metropolitane, che sono: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria (il capoluogo calabrese, assente dalla lista approvata dal Senato, è stato inserito con una modifica in commissione, confermata dall’aula di Montecitorio). In esse non sono comprese le aree metropolitane delle regioni a statuto speciale (Trieste, Palermo, Catania, Messina e Cagliari). La proposta di istituzione delle città metropolitane avviene da parte di Comune e Provincia e su di essa viene svolto un referendum tra tutti i cittadini della Provincia. Con l’istituzione della città metropolitana la Provincia “cessa di esistere”.
Roma capitale– Viene contemplato l’ordinamento transitorio di Roma capitale. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite alla Capitale nuove funzioni amministrative: concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il ministero per i Beni e le attività culturali; sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; sviluppo urbano e pianificazione territoriale; edilizia pubblica e privata; organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità; protezione civile, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio.
Perché la Rai non permette di vedere le figuracce di Franceschini su YouTube?
“Perché la Rai non permette di vedere le figuracce di Franceschini su YouTube?
La Rai, che permette la trasmissione su YouTube di ogni contenuto, impedisce la visione in rete, attraverso la rivendicazione del copyright, di alcuni minuti di Ballarò del 6 aprile 2008, nel quale appare il segretario del Pd Dario Franceschini (allora vice di Veltroni) in un confronto elettorale con Giulio Tremonti.
In quella occasione Franceschini fece letteralmente scena muta quando Giulio Tremonti gli chiese l’ammontare del Prodotto interno lordo e del debito pubblico.”
Lo ha affermato il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, che ha osservato: “Dario Franceschini da qualche giorno ha deciso di occupari di economia e dà letteralmente i numeri, su tutto. Ha sparato cifre a casaccio sui costi del referendum di giugno, sugli ammortizzatori sociali, sull’acconto Irpef, sul patto di stabilità interno.
Sarebbe utile diffondere la sua competenza economica così ben documentata a Ballarò. Purtroppo non è possibile perché qualcuno ha pensato bene, da qualche giorno, di aiutarlo. Bloccando il video su You TubeVuoi vedere che a questo qualcuno, che lavora a Viale Mazzini, è venuto in mente che Dario Franceschini è il segretario del Pd.
Cioè l’uomo che deve indicare il nome del futuro presidente della Rai. Vuoi vedere che per ingraziarselo, qualcuno nell’azienda radiotelevisiva pubblica ha pensato di porgergli in dono questo piccolo atto censorio? Speriamo che qualche commissario della Vigilanza se ne voglia occupare. “
Giorgio Stracquadanio Deputato del Pdl.
Federalismo fiscale, il governo incassa il si del senato. Ecco le novità

Primo giro di boa per il disegno di legge delega sul federalismo fiscale che si appresta a passare alla Camera per la seconda lettura. Il provvedimento fissa i punti cardine in base ai quali il governo è delegato poi ad attuare, attraverso i decreti legislativi, la riforma dell’autonomia finanziaria di regioni, province e comuni, il cui fulcro è rappresentato dal passaggio dalla spesa storica ai costi standard. Queste in sintesi le novità della riforma:
- Costo standard: per garantire l’autonomia di entrate e spesa a regioni ed enti locali e decidere i livelli di perequazione si passerà in maniera progressiva dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di governo, il fabbisogno di cui necessita un’amministrazione e quindi l’eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi.
- Tetto alla pressione fiscale: si punta a un calo complessivo della pressione fiscale. Con i decreti attuativi dovrà essere ‘garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo’. Con un ordine del giorno di Mario Baldassarri (Pdl) il governo si è impegnato a fare in modo che con i decreti attuativi non si superi il livello massimo di pressione fiscale fissato nel Dpef e che entro i due anni successivi alla data in vigore dei Dlgs questa non superi il 42% e il 40% nei tre anni che seguono il primo periodo.
CAPPELLACCI: In Sardegna la sinistra ha lasciato un disastro, non avrà la riconferma
Intervista a Ugo Cappellacci, candidato del Pdl alle elezioni regionali della Sardegna del 15 e 16 febbraio, pubblicata da “Il Giornale” del 9 gennaio 2009
Ugo Cappellacci, subito dopo l’investitura Berlusconi ha sentenziato che lei sarà «il Gianni Chiodi sardo». È pronto alla sfida con Soru per la presidenza della Regione?
“Sento una grande responsabilità sulle spalle, soprattutto per la situazione in cui si trova la mia terra: 190mila disoccupati, 300mila vicini alla soglia della povertà, popolazione indebitata tanto che su uno stipendio medio di 1500 euro, 700 se ne vanno per pagare le rate dei mutui…”.
Scenario allarmante. Ma Soru è un osso duro…
“L’analisi sugli ultimi cinque anni non l’abbiamo fatta noi ma esperti ed economisti. La sinistra non ha mantenuto gli impegni e non può pretendere di essere riconfermata”.
Soru la attacca dicendo che lei si presenta come nuovo, ma non lo è. E che non conosce la Sardegna…
“Sono sardo al 200 per 100: genitori e nonni sardissimi. Conosco bene i problemi della mia terra a differenza di chi ha governato chiuso nel grigiore solitario delle stanze del palazzo. Mentre io riporterò al centro la famiglia, le imprese e il territorio, con i sindaci in prima linea”.
Soru sembra snobbarla dicendo che «in Sardegna ci sarà uno scontro Soru-Berlusconi»…“Se conterò lo diranno gli elettori e i fatti della mia azione di governo. Non ho alcun timore a raccordarmi con un governo che è e sarà amico della Sardegna. Se necessario chiederò interventi da Roma perché i miei disoccupati e i padri di famiglia in grave difficoltà possano vivere con dignità. Non mi vergognerò di chiedere aiuto al governo perché non sto chiedendo assistenza ma soltanto condizioni di pari dignità per i sardi”.
La sinistra insinua che lei cura l’aspetto fiscale delle ville sarde di Berlusconi…“Non curo alcun aspetto fiscale delle ville di Berlusconi. Sono solo figlio d’arte di un commercialista e ho lavorato per il gruppo Fininvest ma anche per il gruppo De Benedetti oggi, come noto, molto vicino a Soru”.
Il modello Soru: dove ha fallito?”
Con la scusa di farsi paladino di principi di sardità ha di fatto imposto un sistema di governo centrato sul pensiero unico, sulla sua personale mono-cultura, sulla sua incommensurabile magnificenza di monarca illuminato. Deve vedere e controllare tutto lui, gli altri non contano nulla. Un modo dispotico di governare, inqualificabile per una moderna democrazia. Eppoi non sorride mai e non guarda negli occhi quando parla”.
Piano paesaggistico regionale, ossia i vincoli allo sviluppo edilizio delle coste che è costato caro al governatore uscente… Le piace?
“Cinque anni fa Soru ha raccontato una bella storia fatta di principi sacrosanti legati alla struggente bellezza della nostra isola. Ci batteremo più di lui perché tutto questo sia salvaguardato ma noi siamo più credibili. La vicenda del piano paesaggistico ha dimostrato che è stata tolta ai sindaci la possibilità di essere protagonisti a casa loro. Quello che noi non accettiamo. Tutela dell’ambiente sì, ma concordata e condivisa”.
Soru e il conflitto di interessi: dal caso Saatchi & Saatchi alla liaison con i De Benedetti. In molti, anche a sinistra, sono in imbarazzo…
“Non ho tempo per seguire questioni di cattiva amministrazione dei soldi pubblici, sui cui sta indagando la magistratura”.
Secondo lei Soru ha risolto il suo conflitto d’interessi con il blind trust a Racugno?”
Il caso dimostra quanto sia ipocrita e doppiopesista la sinistra… Ma mi interessano di più i problemi dei sardi”.
Soru dice: ’Ho ridimensionato le comunità montane e limitato gli sprechi’. Gliene dà atto?
“Misure di facciata… I veri sprechi sono quelli legati alla complessiva inefficienza in cui ha lasciato la macchina amministrativa della Regione. Mi risulta che Soru abbia fatto rifare un facciata di un palazzo regionale perché non gli piaceva il marroncino. Costo: 1,7 milioni di euro…”.
Il suo progetto per la Sardegna?
“Modernizzare senza cancellare tradizione e valori identitari, apprezzati in tutto il mondo. Dobbiamo poi rilanciare le nostre bellissime zone interne con nuove infrastrutture capaci di sviluppare un modello di turismo attivo tutto l’anno e attento all’ambiente, alla storia e alla cultura”.
Il Centrodestra conquista l’Abruzzo , Democratici a picco, avanza Di Pietro

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DELLE ELEZIONI REGIONALI IN ABRUZZO
Primi dati: Pdl in vantaggio
Dopo lo scrutinio di 111 sezioni su 1625 il candidato del centrodestra Chiodi è al 51,55%, Costantini al 40,26%
-Il Pdl è in vantaggio alle regionali in Abruzzo secondo i primi dati parziali forniti dal ministero dell’Interno: dopo lo scrutinio di 111 sezioni su 1.625 il candidato presidente del Pdl Gianni Chiodi è al 51,55% contro il 40,26% del candidato del centrosinistra, il dipietrista Carlo Costantini. In base alle proiezioni realizzate dall’emittente televisiva Rete8, su un campione di 100 sezioni su 1625, il candidato presidente del centrodestra sarebbe al 48,75% contro il 42% del candidato del centrosinistra Carlo Costantini. Il margine di errore previsto per tale proiezione è del 4%. Per quanto riguarda gli altri candidati questi i dati: Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) 5,25%; Teodoro Buontempo (La Destra) 2,50%; Ilaria del Biondo (partito dei Comunisti lavoratori) 1,00%; Angelo Di Prospero (Per il bene comune) 0,50%.
- Intanto il dato certo è l’altissima astensione: alle urne si è recato il 52,98% degli aventi diritto. Nelle precedenti elezioni regionali, quelle del 2005, aveva votato il 68,58%. Allora presidente risultò eletto l’europarlamentare Ottaviano Del Turco che ebbe di gran lunga la meglio su Giovanni Pace (An), presidente uscente.
Gazebo Pdl: anche Mantova fa la sua parte
Nonostante il freddo e la pioggia anche qui a Mantova la sezione di Forza Italia si è impegnata per far partecipare i cittadini alla formazione della nuova classe dirigente del Pdl, che parteciperà ai lavori della prima assemblea congressuale nazionale del Popolo della Libertà.
“Ancora una volta gli italiani e i nostri simpatizzanti hanno risposto nel migliore dei modi a questo nuovo modo di far politica, che coinvolge direttamente il popolo nelle scelte del partito. Se in un week end martellato dalla pioggia e dal freddo, con una situazione ancor più grave a Roma, dove si è rischiata l’esondazione del Tevere, quasi un milione e 800 mila persone si sono recate presso i gazebo per partecipare alla formazione della nuova classe dirigente del Pdl, rappresentata dalla platea congressuale del Pdl, vuol dire che non solo gli italiani continuano a sostenere convintamente la svolta impressa da Silvio Berlusconi il 14 aprile scorso, con la scelta di unire sotto un unico simbolo quasi tutto il popolo del centrodestra, ma che essi reagiscono positivamente ogni qual volta vengono coinvolti direttamente nelle scelte da operare. E’ chiaro che un simile, straordinario risultato provvisorio rappresenta anche un innegabile viatico per l’eccezionale lavoro svolto fin qui dal governo Berlusconi”. Lo ha dichiarato il Coordinatore nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, commentando il dato parziale di affluenza ai gazebo per l’elezione dei delegati che si riferisce alle 16 di domenica.
SONDAGGIO CONSORTIUM: Aumenta il consenso del governo nei sondaggi

La crisi economica internazionale è un fatto indiscutibile, ma negli italiani aumenta la convinzione che il Governo sta operando bene per affrontarla, utilizzando al meglio le scarse risorse disponibili, con equilibrio e con il massimo impegno, soprattutto a vantaggio delle fasce più deboli. Lo confermano i risultati dell’ultimo sondaggio Consortium che registrano un aumento del consenso nei confronti del premier Silvio Berlusconi, del Governo e dei singoli provvedimenti. Nonostante il fatto che queste due ultime settimane siano state difficili, aumenta la convinzione che l’Esecutivo – senza promesse strabilianti, ma attenendosi a una linea di responsabile realismo – sia ben saldo nel tenere l’interesse del Paese al primo posto. Questo anche perché l’opposizione affonda nelle sue contraddizioni e ogni giorno rivela contrasti interni sempre più profondi.



















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