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Non devi subire i media, siilo!

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Pane , pasta , latte e Sky

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“Non entrammo mai nel merito” Dice Romano Prodi al Corriere della Sera riferendosi all’Iva sugli abbonamenti alla tv via satellite (3 dicembre) “Non entrammo mai nel merito”: ecco il perfetto motto araldico di Prodi presidente del Consiglio

Tratto da www.loccidentale.it

Pane, pasta, latte e Sky

Nel paniere dei generi di prima necessità, da oggi entra anche la pay tv. Pane, pasta, latte…Sky. Così, il previsto aumento dell’Iva al 20% per la TV di Murdoch, diventa motivo di accorati appelli al Governo, perché ci ripensi, prima di andare a colpire i guadagni delle famiglie. Il primo allarme viene da Sky, direttamente interessata al provvedimento, e questo è comprensibile. Non giustificabile, però, quando l’allarme diventa attacco apertamente mosso al Governo, nel corso di dirette TV della stessa Sky o di spot realizzati per l’occasione. Di questi tempi, le battaglie giustificabili, sono quelle in difesa dei diritti fondamentali delle persone, colpite nella dignità di una vita decorosa, da una crisi senza precedenti che il Governo s’impegna ad arginare.

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Parabola e martello, la nuova crociata del Pd

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parabola

Tratto da www.loccidentale.it

Da due giorni Sky Tg 24 conduce una martellante campagna contro l’intenzione del governo di aumentare dal 10 al 20 per cento l’iva sugli abbonamenti alla tv satellitare. Lo si può capire, nessuna azienda festeggia l’aggravio di tasse sui suoi prodotti, anche se il tono con cui Tom Mockridge conduce la sua battaglia sembra un po’ troppo stentoreo e minaccioso.

Sky ha comunque buone ragioni da accampare: le aziende che operano sul fronte delle tecnologie avanzate andrebbero alleviate di tasse e balzelli perchè sono all’avanguardia nel produrre sviluppo e occupazione. E sebbene Sky operi da anni in condizione di sostanziale monopolio si è dimostata in grado di crescere oltre ogni previsione. Non fosse per il fatto che il governo è costretto a raschiare il fondo del barile, verrebbe da dire che quelle risorse sarebbe meglio trovarle altrove.

Quello che invece stupisce fino ad essere esilarante è il fatto che il Tg3 batta sulla stessa notizia con foga addirittura maggiore della stessa Sky: l’aumento dell’Iva per le famiglie “parabolate” è diventato una specie di ossessione per l’ex TeleKabul e poi a ricasco per tutta la sinistra.

Il Pd veltroniano ne ha fatto subito la sua nuova crociata: “giù le mani dagli abbonati Sky”, in nome ovviamente del mai sepolto conflitto di interessi (anche se l’aumento riguarda pure Mediaset) e con la la pretesa di dimostrare che il governo che doveva abbassare le tasse invece le aumenta. Come se la pay-tv fosse un bene di prima necessità di cui nessuno può fare a meno.

Ma la cosa più incredibile è che questa difesa in armi di 4 milioni di famiglie che si troveranno 4 euro in più al mese sul conto televisivo arriva dopo settimane in cui, Tg3, l’Unità, e di nuovo tutti i vertici del Pd hanno sputato contro i 40 euro al mese che il governo intende dare alle famiglie più povere. Quei 40 euro per Veltroni & Co. sono una vergognosa elemosina, una carità pelosa, un ricordo osceno delle vecchie tessere annonarie di mussoliniana memoria. Invece 4 euro in più alle famiglie munite di parabola e magari di schermo al plasma sono un ignominioso salasso, un tradimento delle promesse elettorali.

Ovviamente la sinistra fa i conti con le proprie tasche prima che con quelle dei cittadini: 40 euro, per chi ci compra due etti di pata negra nella boutique alimentare sotto casa al centro di Roma o Milano, sono in effetti “un elemosina”. E non si pensa che con quei 40 euro in un discount di periferia ci si riempie il carrello. Mentre aumentare l’Iva a Sky (e a Mediaset) non è un modo come un altro per finanziare quel genere di misure, ma solo e sempre la vendetta del Caimano.

Written by marcorouge

30 Novembre 2008 alle 7:32 pm

Tremonti spiega la social card

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PRESENTAZIONE CARTA ACQUISTI

La social card costerà a regime 450 milioni di euro e interesserà circa 1 milione e 300 mila persone. E’ quanto ha dichiarato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi insieme al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti.

Tremonti ha innanzitutto voluto precisare che non si tratta di un intervento caritatevole. “Abbiamo scelto lo strumento della carta acquisti anonima in alternativa rispetto alla distribuzione fisica di denaro perché su questo supporto si aggiungono altre voci. La prima è lo sconto delle catene commerciali convenzionate con questo programma. La carta serve anche ad accedere alle tariffe sociali dell’Enel”, ha spiegato il ministro.

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Piano per le famiglie : un’altra risposta del Governo alla crisi

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Sono giornate decisive per gli aiuti alle famiglie e alle imprese, oltre che per far decollare il piano destinato a tempi brevissimi a far ripartire le infrastrutture. Va precisato che non si tratta di una Finanziaria-bis dettata dalla crisi economica, ma di un intervento di emergenza, un pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea.

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Dove sta lo scandalo se si vuole insegnare l’Italiano ai bambini stranieri?

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di marcorouge

E’ stata approvata alla Camera la mozione , presentata dalla Lega , relativa all’accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo. E’ stato un dibattito convulso, teso, impegnativo.Purtroppo negli interventi della sinistra si è scelta la strada più facile: accusare il governo di razzismo , di voler segregare i bambini immigrati, di non volere l’integrazione degli stranieri in Italia.Molti giornali hanno accreditano questa tesi, con titoli tipo quello del Corriere della sera o di Repubblica: «Sì alle classi separate per stranieri» o «A scuola classi solo per immigrati».

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La controrivolta : “Fateci studiare”

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di marcorouge

La protesta di chi è rimasto in aula: per farci sentire abbiamo i nostri spazi, inutile fermare le lezioni.

Le proteste (di una parte minoritaria) degli studenti, vigorose e plateali  ma dalle motivazioni alquanto incerte , hanno inondato televisioni e giornali sembrando una rivolta totale della scuola. Niente di più sbagliato. Gli studenti in piazza erano , e saranno sempre una minoranza, chiassosi , ma sempre in minornaza.  Nessuno parla delle centinaia di milgiaia di studenti che sono rimasti in classe.

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Written by marcorouge

31 Ottobre 2008 alle 2:12 pm