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Il “nuovo PD”: una storia già vista

Rieccoci al punto di partenza. PCI, PDS, DS e ora PD. Tutte trasformazioni dove si è sempre innalzato il vessillo del cambiamento, del riformismo , del progressismo… Ma dove in realtà più si andava avanti e più si tornava indietro. Tant’è che oggi il centro-sinistra italiano si ispira al “riformismo del no” (si facciano le riforme, ma non si deve cambiare nulla) e si ritrova alleata con la CGIL che più conservatrcie di lei non c’è.
I leader del PD , intenti a dipingersi da soli come gli unici in grado di cambiare l’Italia, non si accorgono che il Cambiamento è già in atto da un anno, grazie al governo del Popolo della Libertà e della Lega Nord e non si accorgono che sono gli unici a rimanere indietro.
Le ronde servono eccome…

Secondo me le ronde servono eccome. E possono essere una buona risposta alla criminalità diffusa.
Mettiamoci per un attimo nei panni di chi sta subendo una violenza: non saremmo tutti contenti di sentire arrivare qualcuno che col suo cellulare può chiamare i carabinieri e quindi aiuto? Chi ha il coraggio di negare che se passa qualcuno e chiede aiuto mentre dei deliquenti (mostri) tentano di violentare delle donne indifese si evita una assurda violenza ? E già sapere che sono in giro, che possono passare mentre uno commette un reato e possono chiamare la polizia, non è già un deterrente per tutti i delinquenti?Se passo con un gruppo di amici mentre fanno violenza a qualcuno e chiamo la polizia, faccio parte di una ronda?E’ forse vietato chiedere aiuto a nome di altri? Forse mi sbaglio ma mi pareva lo prevedesse pure il codice (omissione di soccorso)…
E’ un’analisi un po’ spiccia e semplice , ma in fin dei conti le cosidette ronde vogliono essere e sono una cosa semplice. Cosa c’è di complicato in un gruppo di cittadini che “armati” di telefonino avvisano la polizia al primo avvistamento di reato? Cosa c’è di male nel voler proteggere la propira famiglia e i propri concittadini?
Non credo si voglia sminuire la polizia , anzi , la si aiuta , la si sente più vicina.
Federalismo fiscale, il governo incassa il si del senato. Ecco le novità

Primo giro di boa per il disegno di legge delega sul federalismo fiscale che si appresta a passare alla Camera per la seconda lettura. Il provvedimento fissa i punti cardine in base ai quali il governo è delegato poi ad attuare, attraverso i decreti legislativi, la riforma dell’autonomia finanziaria di regioni, province e comuni, il cui fulcro è rappresentato dal passaggio dalla spesa storica ai costi standard. Queste in sintesi le novità della riforma:
- Costo standard: per garantire l’autonomia di entrate e spesa a regioni ed enti locali e decidere i livelli di perequazione si passerà in maniera progressiva dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di governo, il fabbisogno di cui necessita un’amministrazione e quindi l’eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi.
- Tetto alla pressione fiscale: si punta a un calo complessivo della pressione fiscale. Con i decreti attuativi dovrà essere ‘garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo’. Con un ordine del giorno di Mario Baldassarri (Pdl) il governo si è impegnato a fare in modo che con i decreti attuativi non si superi il livello massimo di pressione fiscale fissato nel Dpef e che entro i due anni successivi alla data in vigore dei Dlgs questa non superi il 42% e il 40% nei tre anni che seguono il primo periodo.
Minori e immigrati, dalla Cassazione sentenze fuori dal mondo
Roberto Cota – Presidente dei deputati Lega Nord
“Si tratta di una sentenza assolutamente fuori dal mondo cioè fuori dal contesto storico nel quale viviamo e dalle esigenze di difesa sociale percepite dall’opinione pubblica”. Così il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, ha commentato la decisione della Corte di Cassazione di ridurre la condanna a 5 anni a una madre rom che portava i figli minorenni a fare accattonaggio. “Il Governo e il Parlamento lavorano per combattere lo sfruttamento dei minori rendendo con le leggi sempre più difficile questa pratica. I giudici della Cassazione vanno nella direzione opposta annullando precedenti sentenze di condanna. Ovviamente bisognerà leggere con attenzione le motivazioni, ma quello che trapela è incredibile. Come si può giustificare il comportamento di chi sfrutta i minori per l’accattonaggio sostenendo che in certe comunità è una pratica radicata? Chi arriva da noi – ha sottolineato Cota – deve rispettare le nostre regole e non viceversa. Queste sono le cose della giustizia che non vengono capite dalle gente”.
2 – Dove sta lo scandalo se si vuole insegnare l’Italiano ai bambini stranieri?
Pubblico un bellissimo commento ricevuto in risposta all’articolo precedente.
Dove sta lo scandalo se si vuole insegnare l’Italiano ai bambini stranieri?
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Marisa Moles (marisamoles.wordpress.com)
Insegno Lettere in un liceo scientifico e da anni mi occupo anche di educazione interculturale. Non solo: ho fatto parte di un’equipe di docenti che hanno elaborato un progetto sulla mondialità che comprendeva, oltre ad alcune attività volte a valorizzare il concetto di identità personale degli allievi, letture tratte da autori più o meno recenti, europei ed extracomunitari. Il progetto, durato due anni scolastici, comprendeva anche un Pen Pal Project (scambio epistolare via e-mail) tra i nostri allievi e quelli di una scuola de Il Cairo).
Ho dovuto fare questa premessa non per fare sfoggio di bravura, ma perché chi mi legge sia convinto che io sia una persona particolarmente sensibile nei confronti delle identità altrui, attraverso le quali certamente i nostri studenti sono in grado di comprendere meglio anche la propria, cogliendone le differenze ma anche apprezzando le peculiarità di culture diverse.
Detto ciò, forse sarà impossibile credere che io sia favorevole all’istituzione di classi – ponte per stranieri. Eppure è così, e non sono né leghista né fascista, sono solo un’insegnante che sa cosa vuol dire lavorare con degli stranieri che non conoscono o conoscono assai poco la lingua italiana.
Dove sta lo scandalo se si vuole insegnare l’Italiano ai bambini stranieri?
di marcorouge
E’ stata approvata alla Camera la mozione , presentata dalla Lega , relativa all’accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo. E’ stato un dibattito convulso, teso, impegnativo.Purtroppo negli interventi della sinistra si è scelta la strada più facile: accusare il governo di razzismo , di voler segregare i bambini immigrati, di non volere l’integrazione degli stranieri in Italia.Molti giornali hanno accreditano questa tesi, con titoli tipo quello del Corriere della sera o di Repubblica: «Sì alle classi separate per stranieri» o «A scuola classi solo per immigrati».
Perchè la Lega ha vinto
di marcorouge
Quando la propria squadra di calcio perde si cerca sempre di giustificarla in qualche modo, dando la colpa all’arbitro, alle condizioni del campo , alla sfortuna , ma mai criticando l’allenatore o i giocatori, ne tantomeno elogiando gli avversari.
La stessa situazione si sta pian piano delineando nei dibattiti post-elettorali che stanno tenendo banco in televisione in questi giorni. Sfilano giornalisti che cercano in tutti i modi di spiegare il successo della Lega Nord , senza però mai azzeccarne una giusta. Addirittura si sta accreditando l’ipotesi del cosidetto “voto di protesta”. A nessuno è mai passato per la testa che la Lega abbia avuto cosi tanti voti perché gli Italiani credono nei valori della Lega? Perché la Lega non può ricevere dei voti “normali” di identità , ma devono per forza essere di ”protesta”?
La spiegazione di tanto successo è semplice (ma anche complicata … ): la Lega Nord è molto più di un partito. La Lega esiste perché esiste il territorio, è qui che sta la sua vera forza. Un esempio? Quante volte aveste visto i Leghisti partecipare (o invitati a partecipare) nei programmi televisivi elettorali? Quanto spazio è stato dato alla Lega nei telegiornali? Molto poco, se si considera il tempo concesso agli altri candidati. Eppure nelle regioni settentrionali la Lega ha avuto tra il 15 e il 30% dei consensi, in alcune provincie e comuni addirittura del 35-40%. Tutto ciò accade perché il Carroccio più di altri intercetta istanze concrete, problemi reali. << Sono preoccupato perché è un voto razzista >> vaneggiava nel pomeriggio il comunista Russo Spena , evidentemente talmente fuori dal mondo da non accorgersi della Waterloo della sua Sinistra Arcobaleno. <<Il paese è in mano alla Lega>> balbettano dalle parti del Pd e dell’Udc.Bossi non arriva dalla Luna. Bossi arriva dalle piazze lombarde, venete, piemontesi, friulane, liguri e persino emiliane. <<Ora Berlusconi sarà ostaggio della Lega>> dicono. Come se Bossi e Berlusconi si fossero conosciuti ieri notte.
Bossi- che pure non è una novità elettorale- continua ad essere o apparire un tetto sicuro per le vecchie domande di cambiamento. Bossi è un “animale” politico che ha saputo lottare per la libertà e lo sviluppo della sua gente, che parlava di casta romana, quando gli autori del famoso libro frequentavano ancora la scuola di giornalismo e Grillo faceva il pagliaccio in TV.
A ciò si aggiunga un altro fatto. Dalla Lega continua a piacere la sua scorrettezza, la sfrontatezza delle battaglie , perché è l’unica che ha il coraggio di dire ciò che la gente pensa. Nella politica c’è un’idea spacciata per vincente e che vincente non è: il linguaggio di velluto. Questo paese necessita di una scossa , non di un buffetto . Il Senatur ha anticipato i grandi temi della politica: il federalismo, la pericolosità del multiculturalismo, il malessere del popolo di fronte all’insicurezza provocata dalla microcriminalità.
Un complimenti alla Lega Nord, al Senatur, e ai suoi colonnelli.
Ora, però, via a laurà perché il Nord chiede riforme, prima che sia troppo tardi.

















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