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La Corte europea: Placanica sparò per legittima difesa

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carlo4

Mario Placanica, il carabiniere che nel luglio del 2001 uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, ha agito per legittima difesa. Questo è quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo in una sentenza resa pubblica oggi. I giudici di Strasburgo hanno quindi accettato la versione delle autorità italiane su come si sono svolti i fatti inerenti la morte del giovane. Secondo la sentenza, infatti, il militare che sparò a Giuliani non è ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei suoi colleghi.

Lettera immaginaria di Carlo Giuliani a Mario Placanica

Caro, povero Mario – Ora che la Corte europea dei diritti umani ha finalmente concluso che tu, quel tragico giorno di otto anni fa, sparando quel colpo che mi ammazzò, agisti per legittima difesa, desidero chiederti perdono non soltanto per tutti i guai che hai passato da allora proprio a causa mia ma anche per tutte le bestialità che i miei genitori e i loro stupidissimi compagni hanno detto e fatto in tutti questi anni per tentare di fare di me un martire e un eroe della libertà e di te un assassino al servizio di uno stato criminale.


Questo mio desiderio forse ti stupirà. Devi però capire che ormai non sono più lo spavaldo fessacchiotto che con la sua furia insensata di rivoltoso del cacchio ti costrinse a sparare quel colpo. Sono un povero defunto pieno di rimorsi e di vergogna. E lo sono diventato per la semplice ragione che dal momento in cui sono morto fino a oggi ho dedicato quasi ogni giorno, ora e minuto della mia vita alla riflessione su quel che accadde nelle nostre menti in quel terribile giorno. E soprattutto in quel disgraziatissimo istante in cui tu, dalla tua Land Rover piena di carabinieri giovani come te, e come te atterriti da quel branco di imbecilli che armati di stupida rabbia l’avevano già circondata e aggredita a colpi di spranghe di ferro, avendomi visto avanzare verso di te, col volto coperto dal passamontagna, issando in alto con le mie braccine quell’estintore che avevo divelto proprio per spaccare la testa a qualcuno di voi, decidesti di premere il grilletto del tuo fucile…
Per farti capire, caro Mario, quanto sono cambiato, lasciamo infine aggiungere che in casi come il tuo parlare di legittima difesa non mi sembra sufficiente. Occorrerebbe parlare anche, anzi soprattutto, di difesa della società e dello Stato. Giacché il poliziotto che spara contro qualcuno che tenta di ucciderlo, insieme alla propria pelle difende anche il diritto di tutti i cittadini a esigere da lui di non lasciarsi ammazzare. Così come, viceversa, chi tenta, come feci io, di accoppare un poliziotto impegnato nella difesa dell’ordine pubblico, insieme a quel poliziotto, tenta oggettivamente di accoppare (ne sia cosciente o meno) l’intera società. Che a quel poliziotto ha affidato il compito di difenderla. E che perciò ha il diritto di aspettarsi che, quando occorre, lo faccia.

Written by marcorouge

26 Agosto 2009 alle 1:21 pm

Che strano! Nuove elezioni , nuova sentenza!

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“Agì da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati. Nello stesso tempo, Mills ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico”. E’ questo il nocciolo delle quasi 400 pagine di motivazioni depositate oggi dalla decima sezione dei giudici del tribunale di Milano – presieduta da Nicoletta Gandus, lo stesso magistrato già ricusato dal premier – che ha portato alla condanna dell’avvocato inglese David Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari.

Immediata la reazione del premier Berlusconi che, commentando la notizia, ha annunciato che presto riferirà in Parlamento: “Dirò finalmente quanto penso da tempo a proposito di certa magistratura”. Il Cav. si dice sereno perché in appello ci sarà un altro giudice davanti al quale potrà difendersi. “Se c’è un fatto indiscutibile è che non c’è stato alcun versamento al signor Mills. Durante il processo è stato spiegato chi aveva dato i soldi, è stato individuato il tragitto dei soldi, sono state individuate le azioni fatte da Mills su questi soldi e il fisco inglese ha costretto il signor Mills a pagare imposte, considerando questa entrata un suo compenso professionale. Se fosse stata una donazione, il signor Mills non avrebbe dovuto pagare alcuna imposta. E se questo non vi basta…”.

Al termine di una conferenza stampa il premier ha poi risposto seccato alla giornalista dell’Unità: “Sono già stati fatti 102 processi e ho già speso 200 milioni in consulenze e avvocati. Io sto lavorando tanto, crede che vada a perdere tempo?”. Al centro delle polemiche anche la posizione del capo del governo, stralciata in seguito al “Lodo Alfano” che garantisce l’impunità per le quattro cariche più alte dello Stato. Sulla questione di legittimità costituzionale di questa legge, tutto lascia pensare che la Corte deciderà non prima della fine di settembre, in seguito alla ripresa dei lavori dopo l’estate.Nicolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del premier, è sicuro che la sentenza Mills verrà ribaltata in Corte d’Appello. “È una sentenza annunciata – spiega il legale – dal tipo di istruttoria dibattimentale che ci è stata imposta: sono stati negati i testimoni della difesa, non sono state consentite le rogatorie richieste e si è proceduto con una tesi a senso unico”. Sulla questione della rinuncia all’applicazione del lodo Alfano, Ghedini è netto: “Si negherebbe la possibilità di espletare il suo ruolo da presidente del Consiglio perché in un processo fatto bene se ci sono 50 udienze, ce ne vorrebbero altrettante per ascoltare i testimoni della difesa. Stiamo parlando quindi di un anno e il premier non potrebbe fare il proprio lavoro perché, come è previsto dalla Costituzione, dovrebbe essere in Aula a difendersi”. Una prospettiva che, a più di un esponente della sinistra, non dispiacerebbe affatto.

Come al solito, dopo oltre dieci anni, le sentenze che riguardano direttamente o indirettamente Berlusconi arrivano in tempo di campagna elettorale…

Questa volta, la succitata Procura, per attaccare il Cavaliere ha deciso di rendere pubbliche – guarda caso a tre settimane dal voto – le motivazioni della sentenza con cui ha condannato, in primo grado, l’avvocato Mills. E nelle motivazioni, non si fa altro che accusare Berlusconi.

Per tutto ciò che leggo nei giornali sul comportamento di numerosi magistrati(scarcerazioni facili di feroci delinquenti,di stupratori,di mafiosi,di truffatori,prescrizioni di illeciti e di reati amministrativi che sembrano fatte ad hoc per gli amici degli amici,ecc) ho la massima sfiducia per molta parte della magistratura penale,civile ed amministrativa italiana.Ciò premesso,e ricordando le centinaia di perquisizioni alle quali è stato sottoposto il gruppo Fininvest per incastrare Berlusconi(colpo non riuscito ai giudici d’assalto) e le numerose sentenze di assoluzione del medesimo Berlusconi,ritengo che anche stavolta si sia costruito contro di lui un inutile volume di 400 pagine di accuse che i suoi legali hanno definito fantasiose e che ancora una volta riusciranno a smontare.

Ma per difendersi ci vuol tempo, per accusare basta molto poco.  E tra qualche mese sentiremo parlare dell’ennesima assoluzione di Berlusconi.

Trasporto pubblico – C’è chi si crede più furbo…

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Torno a scrivere dopo una pausa durata qualche settimana ( La Svolta sta andando benone , ma richiede un costante impegno) per raccontarvi un episodio alla quale ho assistito oggi pomeriggio.

Un autobus dell’Apam (la cors 6F) fa scalo in piazza Sordello e tra i pendolari che salgono sul mezzo vi è anche un controllore. Lo vedo iniziare il solito controllo dei biglietti  quando si ferma e inizia a discutere con un gruppo di 5 uomini (  con molta probabilità nordafricani ). Anche se non posso sentire la conversazione capisco che tutti e 5 sono sprovvisti di biglietto e vedo che il controllore li fa scendere tutti dall’autovettura ( come previsto dal regolamento). Gli uomini iniziano a discutere tra loro nella loro lingua , parte anche qualche insulto e minaccia in italiano del tipo “la prossima volta ti picchiamo” e cose simili , ma il  controllore  (che nel frattempo era sceso dal 6F ) non gli da corda ,  e dopo un po’ uno di loro attraversa la strada , entra in una tabaccheria per poi tornare con in mano 5 biglietti che divide tra i compagni. Nel frattempo sopraggiunge il 4V. I 5 uomini salgono accompagnati dal controllore , che , ridiscende dopo aver eseguito il controllo di rutine ( questa volta i 5 uomnini avevano il biglietto.

Manca ancora quakche minuto all’arrivo della mia corriera e cosi decido di scambiare 4 chiacchiere con il controllore (che già conoscevo.)

“Finalmente si son decisi a timbrare, n’è? ” gli faccio Io.

Lui mi risponde: “Si, ed era la terza volta che li faccio scendere. Li avevo incontrati su linee diverse prima in piazza Cavallotti , poi in Viale Pitentino e infine qui in piazza Sordello. Se non si fossero decisi a procurarsi il biglietto avrei continuato a farli scendere , anche a costo di aspettare l’ultima corsa della giornata.” “Oggi io sono andato a pagare 350 euro di tasse” continua “e questi non vogliono pagare un euro per l’autobus. Poi però fumano , bevono , e cellulari ,e scarpe firmate etc.. me è ora di finirla. Non è giusto che i pendolari onesti debbano pagare anche per questi qui… “

“Si , e poi a noi ci costano di più gli abbonamenti e i biglietti ! Ho visto che sono aumentati anche quest’anno! ” Salto su.

“Già… Ed è anche inutile fargli le multe a questi qui, agli extracomunitari.. Girano senza documenti e anche se gli avessero tanto mica la pagano.. La soluzione è , o giri sugli autubus con i carabinieri oppure li fai scendere.” dice lui.

“Quelli che pagano alla fine sono sempre i cittadini onesti… Ma saranno anche i primi a cui si romperan le balle e che si ribelleranno se continua cosi. Hai sentito dell’incendio a Lampedusa?” gli domando.

“Si ho sentito.”

“Se fosse per me” continuo “quelli li li butterei a mare. Oppure avrei chiuso i cancelli del cpt e gli avrei detto “Bene, adesso lo spegnete. Da soli e con le vostre mani.” Ma lo sai che hanno addirittura ostacolato l’azione dei vigili del fuoco?   Cose dell’altro mondo… E poi alla fine ovviamente ripareranno i danni con i soldi dei contribuenti… “

Finchè non chiudiamo le frontiere come in Grecia o in Australia , andrà sempre peggio… ” Conclude lui , mentre lo saluto e salgo sulla mia corsa.

Written by marcorouge

21 Febbraio 2009 alle 12:32 am

Sulle intercettazioni Berlusconi ha spiazzato tutti, da Travaglio a Di Pietro

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Articolo tratto da www.l’occidentale.it , quotidiano on-line.

Sulle intercettazioni Berlusconi ha spiazzato tutti, da Travaglio a Di Pietro

intercettazion

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , nella campagna elettorale in Sardegna e in ulteriori dichiarazioni ha affrontato il tema  della riforma della giustizia in relazione alle intercettazioni telefoniche da parte della magistratura.

Ci si aspettava, probabilmente, che affermasse che occorre vietare tali intercettazioni  per tutti i reati, tranne quelli riguardanti il terrorismo e quelli riguardanti la mafia, la camorra e le altre attività criminali analoghe, ma egli ha aggiunto che ritiene che occorre consentire le intercettazioni  anche per i reati contro la pubblica amministrazione come quelli riguardanti la corruzione. E presumo che affermando ciò Berlusconi non intendesse solo riferirsi ai reati previsti dagli articoli 318-322 del codice penale in cui compare il termine “corruzione”; ma anche a quelli di peculato, malversazione, indebita percezione di erogazioni a danno dello stato, concussione, abuso di ufficio che sono tutti caratterizzati da un movente economico per chi li effettua e da un connesso danno per il cittadino-contribuente.

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Written by marcorouge

13 Gennaio 2009 alle 2:57 pm

Il delirio giustizialista di Travaglio è l’ultimo a morire

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“Per capire come siamo ridotti, basta leggere i commenti plaudenti di politici di destra e di sinistra e persino di magistrati alla ‘riforma della giustizia’ in 6 punti proposta da Gianfranco Fini sull’Inciucio della Sera” Dice Marco Travaglio sull’Unità (12 gennaio) Nel suo delirio giustizialista il povero Travaglio non si è accorto che persino i dipietristi hanno applaudito a Fini. Sembra sempre più uno di quei soldati giapponesi che andavano avanti a combattere in qualche sperduta isoletta del Pacifico, quando la guerra era ormai finita da un pezzo

E ora al lavoro…

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Iministri del Governo Berlusconi IV

by marcorouge

Si volta pagina, il nuovo governo di Silvio Berlusconi è nato con rapidità, chiarezza e novità per dare una prima risposta forte alle richieste di cambiamento espresse in maniera ampia e netta dal corpo elettorale. Il passato comincia a passare, il governo italiano finalmente è più simile a quelli dei più importanti Paesi europei.

Le novità non sono poche. Innanzitutto, l’esecutivo è nato a soli 23 giorni di distanza dalla chiusura delle urne, anche perché di fatto è stato velocizzato, per impulso del premier, il rituale non più rispondente alle esigenze di una democrazia efficiente.
Oltre al tempo guadagnato, la sostanza. Quello presieduto da Silvio Berlusconi è il governo più snello di tutta la storia repubblicana. I ministri con portafoglio sono soltanto 12, un terzo in meno rispetto al governo Prodi; con dicasteri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari la squadra sarà di 60 componenti, contro i 102 della primavera 2006.

E’ evidente lo sforzo di rendere più funzionale la macchina decisionale centrale, riducendo i costi ( si tagliano, è solo un piccolo esempio, 40 “auto blu”) e le lungaggini, i conflitti di competenza e le interminabili riunioni per concertare l’azione dei diversi settori.
Importante anche il segnale di ricambio generazionale: su 21 ministri  quattro sono donne e nove hanno mano di 40 anni.
L’asciuttezza della squadra è stata propiziata da un dato politico fondamentale: il nuovo governo, è coeso e concorde, non ci sono e non ci saranno componenti che ne freneranno la navigazione remando contro. E’ questa coesione è la prima garanzia sul rispetto degli impegni assunti in campagna elettorale. Il patto di cambiamento e di rilancio stretto con gli italiani sarà onorato.
Tutti questi elementi dimostrano che il governo è “deciso a decidere”, cancellando il ricordo della palude politica in cui s’era impantanato il precedente esecutivo, fra risse, proteste, do decaloghi stracciati, eterni rinvii.

Le difficoltà in cui versa il Paese sono purtroppo note e non sono né piccole né poche, ma c’è l’energia politica e morale, pure in un contesto di responsabile realismo , per affrontarle. Ci sono una visione, un metodo e uno stile realmente nuovi.
L’agenda – Il programma dei primi interventi è fitto, ma Berlusconi e la sua squadra sono pronti ad agire, decidere, scegliere, operare concretamente. Ci sono priorità chiare e definite, indicate dalla stessa realtà italiana e sulle quali si concentrano le attese dei cittadini. Sicurezza – il 70  per cento degli italiani è allarmato dalla criminalità diffusa e dall’immigrazione clandestina -, emergenza rifiuti, questione Alitalia, recupero del potere d’acquisto per lavoratori dipendenti e pensionati, abolizione dell’Ici sulla prima casa.
Il modo in cui il Paese è stato governato negli ultimi venti mesi dalle sinistre ha aggravato tutti questi problemi e si impongono risposte rapide che Silvio Berlusconi è deciso a dare.

I primi interventi per ridurre il carico d’imposte sulla casa e detassare straordinari e premi di produttività per i dipendenti sono già chiari, si darà sollievo a milioni di famiglie italiane messe alle strette da inflazione e pressione fiscale insostenibile. Saranno soltanto i primi segnali di un’inversione di tendenza che diverrà ancora più concreta, per cittadini e imprese, con una graduale e razionale azione di snellimento delle strutture burocratiche e con la riduzione dei costi della macchina-Stato.
Anche sulla sicurezza ci sono idee chiare e volontà d’agire, l’Italia dovrà tornare ad essere un Paese vivibile, più ordinato, nel quale sia più difficile infrangere le leggi e sfuggire alle pene.
Il sospiro di sollievo con cui viene salutata la nascita del nuovo governo segna l’inizio di quella che gli osservatori definiscono la “luna di miele”. Ebbene, questo clima non si dissolverà, il governo Berlusconi è ben deciso a rispondere alla fiducia del popolo sovrano con un impegno adeguato ai bisogni e alle sfide di questa fase storica. E, di là delle urgenze e delle emergenze, guarda lontano, a un Paese rinnovato, perché tutte le “missioni” indicate nella campagna elettorale saranno compiute.

Written by marcorouge

8 Maggio 2008 alle 7:02 pm