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Oltre le regole della civile convivenza: l’Idv tocca il fondo.
La condotta dell’Italia dei Malori sta assumendo contorni grotteschi. Non più contenta di accusare a giorni alterni il Premier, di lanciare improbabili messaggi su giornali esteri al fine di sputtanare l’Italia e i suoi cittadini, di fare pressioni e critiche senza alcun motivo e ragione al Capo dello Stato (per poi prendere delle grosse cantonate ), ha deciso di violare anche le più basilari regole di convivenza civile.
Il parlamentare Pedica, senatore dell’Idv, ha pensato bene di irrompere a Palazzo Chigi e di interrompere la conferenza stampa del Ministro Gelmini. Il Ministro, più volte interrotta, ha preferito comunque lasciare la sala stampa, «occupata» dal senatore Idv, senza nemmeno iniziare la prevista conferenza stampa. «L’Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti…» ha detto ironicamente il ministro rivolgendosi al senatore dipietrista.
Non ho davvero parole per commentare. E’ ora che si diano una regolata.
Ordine degli avvocati sospende Di Pietro per tre mesi.

All’ex pm di “Mani pulite” – che dopo l’uscita dalla magistratura non ha rinunciato a indossare la toga entrando nell’avvocatura – è stata contestata la violazione dell’articolo 51 del codice deontologico che vieta “l’assunzione di incarico nei confronti di ex clienti”. Il riferimento è al processo, svoltosi innanzi alla Corte d’Assise di Campobasso, nel quale Di Pietro era il legale di parte civile per l’omicidio – avvenuto nel 2002 – di Giuliana D’Ascenzo, una sua amica e compaesana di Montenero di Bisaccia.Sul banco degli imputati, il marito della vittima, Pasqualino Cianci, che lo stesso Di Pietro aveva in precedenza difeso.
Che strano! Nuove elezioni , nuova sentenza!
“Agì da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati. Nello stesso tempo, Mills ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico”. E’ questo il nocciolo delle quasi 400 pagine di motivazioni depositate oggi dalla decima sezione dei giudici del tribunale di Milano – presieduta da Nicoletta Gandus, lo stesso magistrato già ricusato dal premier – che ha portato alla condanna dell’avvocato inglese David Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari.
Immediata la reazione del premier Berlusconi che, commentando la notizia, ha annunciato che presto riferirà in Parlamento: “Dirò finalmente quanto penso da tempo a proposito di certa magistratura”. Il Cav. si dice sereno perché in appello ci sarà un altro giudice davanti al quale potrà difendersi. “Se c’è un fatto indiscutibile è che non c’è stato alcun versamento al signor Mills. Durante il processo è stato spiegato chi aveva dato i soldi, è stato individuato il tragitto dei soldi, sono state individuate le azioni fatte da Mills su questi soldi e il fisco inglese ha costretto il signor Mills a pagare imposte, considerando questa entrata un suo compenso professionale. Se fosse stata una donazione, il signor Mills non avrebbe dovuto pagare alcuna imposta. E se questo non vi basta…”.
Al termine di una conferenza stampa il premier ha poi risposto seccato alla giornalista dell’Unità: “Sono già stati fatti 102 processi e ho già speso 200 milioni in consulenze e avvocati. Io sto lavorando tanto, crede che vada a perdere tempo?”. Al centro delle polemiche anche la posizione del capo del governo, stralciata in seguito al “Lodo Alfano” che garantisce l’impunità per le quattro cariche più alte dello Stato. Sulla questione di legittimità costituzionale di questa legge, tutto lascia pensare che la Corte deciderà non prima della fine di settembre, in seguito alla ripresa dei lavori dopo l’estate.Nicolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del premier, è sicuro che la sentenza Mills verrà ribaltata in Corte d’Appello. “È una sentenza annunciata – spiega il legale – dal tipo di istruttoria dibattimentale che ci è stata imposta: sono stati negati i testimoni della difesa, non sono state consentite le rogatorie richieste e si è proceduto con una tesi a senso unico”. Sulla questione della rinuncia all’applicazione del lodo Alfano, Ghedini è netto: “Si negherebbe la possibilità di espletare il suo ruolo da presidente del Consiglio perché in un processo fatto bene se ci sono 50 udienze, ce ne vorrebbero altrettante per ascoltare i testimoni della difesa. Stiamo parlando quindi di un anno e il premier non potrebbe fare il proprio lavoro perché, come è previsto dalla Costituzione, dovrebbe essere in Aula a difendersi”. Una prospettiva che, a più di un esponente della sinistra, non dispiacerebbe affatto.
Come al solito, dopo oltre dieci anni, le sentenze che riguardano direttamente o indirettamente Berlusconi arrivano in tempo di campagna elettorale…
Questa volta, la succitata Procura, per attaccare il Cavaliere ha deciso di rendere pubbliche – guarda caso a tre settimane dal voto – le motivazioni della sentenza con cui ha condannato, in primo grado, l’avvocato Mills. E nelle motivazioni, non si fa altro che accusare Berlusconi.
Per tutto ciò che leggo nei giornali sul comportamento di numerosi magistrati(scarcerazioni facili di feroci delinquenti,di stupratori,di mafiosi,di truffatori,prescrizioni di illeciti e di reati amministrativi che sembrano fatte ad hoc per gli amici degli amici,ecc) ho la massima sfiducia per molta parte della magistratura penale,civile ed amministrativa italiana.Ciò premesso,e ricordando le centinaia di perquisizioni alle quali è stato sottoposto il gruppo Fininvest per incastrare Berlusconi(colpo non riuscito ai giudici d’assalto) e le numerose sentenze di assoluzione del medesimo Berlusconi,ritengo che anche stavolta si sia costruito contro di lui un inutile volume di 400 pagine di accuse che i suoi legali hanno definito fantasiose e che ancora una volta riusciranno a smontare.
Ma per difendersi ci vuol tempo, per accusare basta molto poco. E tra qualche mese sentiremo parlare dell’ennesima assoluzione di Berlusconi.
Sulle intercettazioni Berlusconi ha spiazzato tutti, da Travaglio a Di Pietro
Articolo tratto da www.l’occidentale.it , quotidiano on-line.
Sulle intercettazioni Berlusconi ha spiazzato tutti, da Travaglio a Di Pietro

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , nella campagna elettorale in Sardegna e in ulteriori dichiarazioni ha affrontato il tema della riforma della giustizia in relazione alle intercettazioni telefoniche da parte della magistratura.
Ci si aspettava, probabilmente, che affermasse che occorre vietare tali intercettazioni per tutti i reati, tranne quelli riguardanti il terrorismo e quelli riguardanti la mafia, la camorra e le altre attività criminali analoghe, ma egli ha aggiunto che ritiene che occorre consentire le intercettazioni anche per i reati contro la pubblica amministrazione come quelli riguardanti la corruzione. E presumo che affermando ciò Berlusconi non intendesse solo riferirsi ai reati previsti dagli articoli 318-322 del codice penale in cui compare il termine “corruzione”; ma anche a quelli di peculato, malversazione, indebita percezione di erogazioni a danno dello stato, concussione, abuso di ufficio che sono tutti caratterizzati da un movente economico per chi li effettua e da un connesso danno per il cittadino-contribuente.
Il delirio giustizialista di Travaglio è l’ultimo a morire
“Per capire come siamo ridotti, basta leggere i commenti plaudenti di politici di destra e di sinistra e persino di magistrati alla ‘riforma della giustizia’ in 6 punti proposta da Gianfranco Fini sull’Inciucio della Sera” Dice Marco Travaglio sull’Unità (12 gennaio) Nel suo delirio giustizialista il povero Travaglio non si è accorto che persino i dipietristi hanno applaudito a Fini. Sembra sempre più uno di quei soldati giapponesi che andavano avanti a combattere in qualche sperduta isoletta del Pacifico, quando la guerra era ormai finita da un pezzo
Di Pietro il sondaggista

Anche in Abruzzo , nonostante il risultato , Di Pietro ha dimostrato di non valere assolutamente nulla. In una sua dichiarazione, il leader dell’Italia dei valoribollati , aveva infati detto che
«Berlusconi dà i numeri e dà di testa. Infatti mente sapendo di mentire. Anche noi abbiamo i nostri sondaggi e sappiamo che la coalizione guidata da Carlo Costantini è quasi 5 punti avanti rispetto a quella guidata da Chiodi. Questo continuo mentire di Berlusconi dimostra che vuole taroccare i voti e prendere in giro gli abruzzesi»
Quindi è Berlusconi che mente? O è Di Pietro che mente?
I risultati ufficilai del Ministero dell’Interno ( Gianni Chiodi 48% , Carlo Costantini 42%) indicano come vera la seconda opzione.
Quindi mi sento in dovere di fare una raccomandazione a Tonino Di Pietro: evita di dare del bugiardo a qualcuno per poi doverti rimangiare tutto… Questo comportamente potrebbe far pensare (giustamente) che tutte le accuse che quotidianamente lanci a Berlusconi siano anch’esse delle cazzate. Quindi , come direbbe Feltri , sei solo un bamba…
Il Centrodestra conquista l’Abruzzo , Democratici a picco, avanza Di Pietro

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DELLE ELEZIONI REGIONALI IN ABRUZZO
Primi dati: Pdl in vantaggio
Dopo lo scrutinio di 111 sezioni su 1625 il candidato del centrodestra Chiodi è al 51,55%, Costantini al 40,26%
-Il Pdl è in vantaggio alle regionali in Abruzzo secondo i primi dati parziali forniti dal ministero dell’Interno: dopo lo scrutinio di 111 sezioni su 1.625 il candidato presidente del Pdl Gianni Chiodi è al 51,55% contro il 40,26% del candidato del centrosinistra, il dipietrista Carlo Costantini. In base alle proiezioni realizzate dall’emittente televisiva Rete8, su un campione di 100 sezioni su 1625, il candidato presidente del centrodestra sarebbe al 48,75% contro il 42% del candidato del centrosinistra Carlo Costantini. Il margine di errore previsto per tale proiezione è del 4%. Per quanto riguarda gli altri candidati questi i dati: Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) 5,25%; Teodoro Buontempo (La Destra) 2,50%; Ilaria del Biondo (partito dei Comunisti lavoratori) 1,00%; Angelo Di Prospero (Per il bene comune) 0,50%.
- Intanto il dato certo è l’altissima astensione: alle urne si è recato il 52,98% degli aventi diritto. Nelle precedenti elezioni regionali, quelle del 2005, aveva votato il 68,58%. Allora presidente risultò eletto l’europarlamentare Ottaviano Del Turco che ebbe di gran lunga la meglio su Giovanni Pace (An), presidente uscente.
Veltroni piange da Napolitano
di marcorouge
Veltroni è andato a piagnucolare da Napolitano. Come un bambino con la signora maestra, Walter è salito al Quirinale e ha chiesto al presidente della Repubblica di fare qualcosa, perché questi bulli della maggioranza gli dicono le parolacce, lo insultano, lo offendono, e lo delegittimano, mentre lui è un bravo segretario. «Ho infine auspicato che possa al più presto ristabilirsi un clima adeguato al momento che sta vivendo l’Italia». Perché lui, da solo, non ce la fa. Il segretario del Pd sta sfiorando livelli mai visti di pateticità. Ha agitato la piazza, e la piazza gli è sfuggita di mano. Ha chiesto a Villari di dimettersi immediatamente, e lui gli ha risposto ciccia. Di Pietro è arrabbiato con lui, e lui continua ad appoggiarlo in Abruzzo. Fa la voce grossa, e nessuno dei suoi lo prende sul serio. E’ fragile, talmente fragile da dover chiedere l’aiuto di Napolitano. Incolpa Berlusconi, perché non rispetta il sistema democratico e non si rende conto che è lui che non ha capito come funziona. Questa isteria politica di Veltroni lo rende vulnerabile . Che combatta da uomo a uomo, se ne è capace.














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