La polizia nelle scuole e nelle Università non c’è andata, com’era ovvio, così gli studenti in lotta sono andati a cercarsela in giro.
Ieri drappelli di “facinorosi” si sono sparsi per Roma in cerca di scontri e tafferugli con le forze dell’ordine. Centinaia di studenti si sono presentati al Festival del Cinema di Roma con il solo scopo evidente di riempire i giornali di oggi con foto di poliziotti in assetto da sommossa che si scontrano con quei “ragazzi miti” di cui parla Repubblica. Stessa storia davanti al Senato, 1500 ragazzi, ben lontani dall’Università, in cerca della polizia e di manganelli alzati.
Tutt’altra storia dunque rispetto ai racconti dei giornali che dipingono una protesta operosa e mite, intenta allo studio della legge Gelmini (che non esiste), riuniti fino a tardi per discutere del futuro, in mezzo a sogni e speranza. Le immagini invece sono sempre le stesse: rivolte, insulti al governo e alla polizia e rifiuto di ogni dialogo.
Ieri gli studenti, ricevuti dal ministro Gelmini, non hanno accettato di sedersi al tavolo e discutere perchè la Gelmini si è rifiutata di ritirare il suo decreto sulla scuola primaria. Una norma che con l’Università non ha nulla a che fare, ma che ormai serve solo a tenere viva una protesta che sbaglia mira.
Per questo va in cerca della polizia.














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