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Non devi subire i media, siilo!

Archive for the ‘Politica’ Category

Sul clima teso che si respira in Italia ci sono responsabilità precise. Ed è inutile far finta di niente

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Giampaolo Pansa:

“Se ragioniamo a mente fredda sull’attentato subito da Silvio Berlusconi, vediamo emergere soprattutto tre lezioni. La prima è la più banale. Ma sta alla base delle decisioni che lo Stato deve prendere e che non ha mai preso. Sono misure dettate da una constatazione: il premier è vulnerabile, chiunque può ucciderlo. Domenica sera, se lo sciagurato Tartaglia avesse impugnato una pistola, invece che un mini Duomo di Milano, staremmo qui a scrivere il coccodrillo del Cavaliere, il suo necrologio.E due giorni dopo si sarebbe celebrato un altro funerale di Stato. Viviamo nell’Italia sfasciata del 2009. Dove il peggio può accadere da un momento all’altro (…).

Mentre lo scrivo, mi sento umiliato come cittadino. E mi domando che democrazia sia mai la nostra se il capo del governo è costretto a vivere in un bunker. La risposta la conosco: dopo la fase sanguinaria del terrorismo, stiamo ritornando a essere una società violenta, dominata dall’odio politico e spaccata in due. Proprio qui emerge la seconda lezione. Bisogna rassegnarci a riconoscere che il montare dell’odio fa dell’Italia un paese in guerra. Nessuna potenza straniera ci sta assalendo. La guerra ce la facciamo da soli, in casa nostra, tutti i giorni.

È una caricatura della guerra civile che abbiamo già sofferto. Ma non meno pericolosa. Prende forma in migliaia di piccoli gesti ribaldi. I quotidiani non li registrano. Però tutti sappiamo che ci sono. Ognuno di noi è un testimone di questo conflitto umorale, grottesco, malvagio. E prima o poi rischia di diventarne una vittima. A fomentare la guerra interna è soprattutto una parte politica: la sinistra, nelle sue tante forme. Qualcuno osserverà che anche la maggioranza di centro-destra ha le sue colpe. A cominciare proprio dal premier. Per come parla, per come si agita, per come replica alle offese, per come respinge le intimazioni degli avversari. Ma è un argomento che non regge. È soltanto fumo, nebbia artificiale, una cortina di bugie per nascondere la verità. E la verità sta sotto i nostri occhi, tutti i giorni, tutte le settimane, tutti i mesi. Dalla fine di aprile in poi, la sinistra ha deciso che soltanto la piazza può sconfiggere l’odiato Caimano.

Nascono da questa pericolosa convinzione i cortei, le adunate, i No Berlusconi Day, le contestazioni violente. Come l’ultima organizzata contro il premier a Milano, poco prima dell’aggressione. Gli avversari usano dire che la gente di centro-destra è tutta di ingenui affascinati dalle promesse del Cavaliere, adorato come un Dio in terra. Qualche giorno fa, il nuovo leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, l’ha dipinta con un’immagine carica di disprezzo: tanti poveracci che seguono un miliardario capace soltanto di suonare il piffero. Bersani poteva risparmiarsi questa sciocchezza, per non fare torto alla sua fama di politico serio. Ma la lingua lo ha tradito. E ne è venuto fuori quello che il capo del Pd pensa davvero degli elettori di Berlusconi. Invece di provare a conquistarli, li diffama. Ecco un esempio di linea suicida.

Tuttavia, i “poveracci” affascinati dal piffero di Arcore sono gente pacifica. Non amano andare in piazza. Non fanno contro-cortei. Non organizzano agguati per colpire i nemici dei loro leader. Oggi l’attitudine alla violenza sta tutta da una parte sola. Non è nera, né azzurra, bensì rossa. E si esprime non soltanto con le agitazioni di piazza. Trasuda anche dalle parole di qualche leader. Ne citerò uno solo: Antonio Di Pietro, un sinistro anche lui, sia pure anomalo. Domenica sera ha accusato il Cavaliere di aizzare la violenza, di essere un istigatore. Insomma di essere il mandante anche dell’aggressione compiuta dal Tartaglia. La stessa cosa ha ripetuto Rosy Bindi, ritenuta, a torto, la mente più lucida del Pd. Purtroppo la sinistra italiana non ha fatto tesoro dei vecchi errori.

Quando le Brigate Rosse uccidevano a più non posso, c’era sempre qualcuno che, al riparo di una bandiera con la falce e il martello, si affannava a giustificare il delitto. E ne godeva. Lo dico sulla base di quello che ho visto. Quando spararono a Indro Montanelli, tutto il sinistrume italico urlò di felicità: finalmente quel destrone aveva ricevuto quel che meritava. Quando venne ucciso Carlo Casalegno, la stessa sera incontrai alla “Stampa”, il suo giornale, dei colleghi che ridevano. Persino dopo l’omicidio di Guido Rossa, operaio comunista, tanti dissero che se l’era cercata: aveva fatto la spia, denunciando un collega che in fabbrica diffondeva volantini brigatisti. E allora, grazie a Dio, non esisteva “Facebook”.

Qualche giorno fa, un dirigente del Pd che sta a fianco di Bersani mi ha confessato che il loro partito è tutto da costruire. In molte zone non esiste neppure. Per questo il segretario è contrario alle elezioni anticipate. E si augura che il Caimano governi sino al 2013. Ma anche il Pd di Bersani risulterà un fiasco totale, se non sarà capace di annullare il virus della violenza che infetta anche vaste aree della sua scalcinata parrocchia. Infine c’è la terza lezione. Riguarda da vicino i media che da mesi conducono una campagna devastante contro Berlusconi. Dal 1945 in poi, nessun premier italiano è mai stato sottoposto a un pestaggio simile (…).

Nessuno di loro ha passato quel che sta passando il Cavaliere. A parte Moro, chiamato a pagare per tutti con il sequestro e l’assassinio voluti dalle Br. Ma il trattamento riservato a Berlusconi non ha precedenti. Voglio dirlo, pur non avendo mai votato per lui: giorno dopo giorno, si è costruito un mostro, predestinato a una fine violenta. Dal 1994, ossia da quindici anni, la caccia mediatica al mostro di Arcore non ha mai avuto pause. In questi ultimi mesi, l’assalto è diventato ossessivo e feroce. Quotidiani, settimanali, talk show televisivi, anche su reti Rai, radio pubbliche e private, film, convegni, libri, vignette di satirici, hanno bollato Berlusconi in tutti i modi possibili. Il premier è un Mussolini, un Hitler, un Videla, un Saddam Hussein, un razzista, un mafioso, uno stragista, un tiranno che uccide la democrazia, un golpista che stravolge la Costituzione, un monarca assoluto che merita di essere decapitato, l’Uomo Nero che vuole mangiarsi l’Italia. Insomma un vero e proprio linciaggio. Che ci siamo limitati a chiamare “la campagna d’odio”.Accettandola come l’inevitabile conseguenza della politica di centro-destra.

Questa campagna ha avuto un motore formidabile: il quotidiano “la Repubblica”. Sono stato uno dei primi a definirlo un giornale-partito. Ma non avrei sbagliato se avessi usato l’immagine, più dura, di giornale-fazione. Intriso di una faziosità che può coprirsi di ipocrisia. Come si constata nel leggere il fondo di ieri, firmato dal direttore, Ezio Mauro. Sfogliare i numeri di “Repubblica” da maggio in poi, ci costringe a prendere atto di una verità che dà i brividi. Quando la missione di un grande giornale si riduce al dare la caccia a un uomo, tutto diventa lecito. E quando un mezzo matto attenta alla vita del mostro è inutile tentar di prendere le distanze. Le parola stampate sono sempre pietre. A volte le pietre possono assumere la forma di un Duomo di Milano in miniatura. Ma la volta successiva possono diventare colpi di pistola. Un’idea per Natale? Regaliamo un buon giubbotto antiproiettile”

(Giampaolo Pansa, Libero).

Written by marcorouge

18 Dicembre 2009 alle 3:39 pm

Sull’acqua una buona riforma, ma una pessima opposizione

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Prima un po’ di numeri:

  • in Italia ogni cento litri d’acqua ne sprechiamo 34.
  • lo scorso anno sono stati consumati ben 12,4 miliardi di litri di acqua in bottiglia pagandola anche mille volte più di quella del rubinetto
  • con 196 litri pro capite all’anno l’Italia è il primo Paese in Europa per consumo di acque in bottiglia ed il terzo al mondo dopo Emirati Arabi e Messico
  • ogni anno gli italiani utilizzano circa 6 miliardi di bottiglie di plastica, la cui produzione implica il consumo di 480 mila tonnellate di petrolio

Articolo tratto da “Il Giornale”

C’è una regoletta magica nella demagogia economica italiana: quando Codacons, Vendola e un pizzico di Di Pietro si mettono insieme a contestare un provvedimento, state certi che la parte giusta è un’altra. Non ne azzeccano una. O forse è il contrario: cercano di azzeccarle tutte e a qualsiasi costo.

Avete presente Tom Wolfe e quei deficienti di radical chic che lo scrittore magnificamente descriveva invitati ai cocktail di Leonard Bernstein negli anni 70. Ecco oggi abbiamo i Consumer chic: i loro salotti non sono più le penthouse di New York, ma la mail, i blog e il Parlamento con appendici televisive. Non ci sono più le pantere nere da idolatrare, ma i rappresentanti del Codacons e Nichi Vendola. Il pugno lo agita invece Di Pietro.

L’ultima battaglia è quella contro il decreto Ronchi (in buona parte scritto anche dal ministro Fitto). Il decreto prevede la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e tra questi un parziale ingresso dei privati anche nella distribuzione delle acque. Niente di meglio per i nostri paladini della giustizia. «L’acqua è un diritto», e Vendola «La privatizzazione dell’acqua è una bestemmia contro Dio» e ancora il Codacons ha il sospetto che la manovra serva a «creare nuovi consigli di amministrazione nei quali papparsi qualche lauto stipendio». Papparsi? Bestemmie? Ma dove vivono questi signori? Vendola e il suo acquedotto pugliese, controllato dalla regione al 95 per cento, come pensa che funzioni? Lo sanno i nostri Consumer chic che in Italia grazie alla demenziale gestione pubblica dell’acqua disperdiamo 34 litri ogni cento distribuiti. Lo sanno questi signori che le tariffe dell’acqua sono diverse da paese a paese in virtù di ubbie localistiche. A proposito la Puglia è tra i leader in questo spreco. E sono proprio bravi questi signori che tutelano questo nostro sacrosanto diritto.

Evviva il pubblico. Quello che non paghiamo con le tariffe dell’acqua, lo pagano tutti i contribuenti con i quattrini con cui vengono finanziati questi carrozzoni pieni di consigli di amministrazione. Se lo ricorda Vendola, solo per citare un caso, dei derivati piazzati nel sinking fund (una sorta di fondo di ammortamento) piazzati da Merrill Lynch nel suo amato acquedotto pugliese. A proposito destra e sinistra, poco cambia. Se c’è una cosa positiva del decreto Ronchi-Fitto è propria questa. È un primo passo, è il primo mattoncino per slegare la politica dalla gestione dei nostri servizi pubblici. E il coro degli anti-Casta invece di plaudire che fa? Alza il sopracciglio. Si potrebbe fare meglio? Sì certo. Ma almeno questo governo fa. Valga anche per i riformisti del passato esecutivo Prodi. La signora Lanzillotta all’epoca alle prese con la medesima materia si trovò davanti all’opposizione della sua estrema sinistra e di una parte del centro destra, ma ora perché non si alza e parla? Certo il decreto è migliorabile, ma non è forse un passo avanti, signora ex ministro?

Non val la pena gridare ad alta voce ai Vendola, ai Di Pietro, ai Codacons che hanno buon gioco ad agitare spettri, che la direzione semmai è quella di avere più privato e meno pubblico nelle cose dell’economia? La distinzione tra destra e sinistra oggi si misura solo e banalmente in ciò: la sinistra è alla disperata e continua ricerca della conservazione dell’esistente. La difesa è ovviamente più sofisticata. Si dice: le cose non funzionano perché ci sono le persone sbagliate. No, cari consumer chic, non sono le persone che gestiscono il pubblico ad essere sbagliate, ma il vostro cappello politico incapace di fare scelte anche impopolari. Lo stesso caro Vendola che le fece demagogicamente recuperare qualche voto in Puglia proprio contro il presidente uscente Fitto contestandogli le razionalizzazioni che stava facendo nella sanità e negli ospedali pugliesi. E ora caro Vendola è vittima di se stesso e si trova con un buco della sanità che fa paura. E le persone? Beh quelle che ha scelto lei sono tutte in ampie discussioni, diciamo così, con i magistrati. Il solito riflesso condizionato: niente privatizzazioni e scelta di personale seria, all’altezza. Con il risultato finale che la regionalizzazione porta a buchi che pagheremo e le persone serie sono ad un passo dalla galera.Altro che criticare il Decreto Ronchi per la privatizzazione dell’acqua: semmai si sta facendo ancora troppo poco per sganciare i beni pubblici dalla gestione pubblica.

P.S. Se avete tempo, vi consiglio di vedere la conferenza stampa per la presentazione e della riforma.

http://video.palazzochigi.it/ronchi_fitto_20091119.asx

Written by marcorouge

17 Dicembre 2009 alle 3:08 pm

La differenza tra noi e loro

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Quante volte avete visto sosteniori del centrodestra andare a disturbare un comizio o una manifestazione della sinistra?

Sono queste persone, che vorrebbero far tacere chi non la pensa come loro, i difensori della democrazia?

Chi festeggia per l’agressione al Presidente Berlusconi con quale faccia tosta si può dire democratico?

Written by marcorouge

14 Dicembre 2009 alle 5:19 pm

Rispuntano i comunisti…

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A colmare il vuoto che normalmente è occupato dalle (fanta)dichiarazioni del Pd ci pensa il segretario del Partito della rifondazione comunista Paolo Ferrero che ad Affari Italiani dice che per riportare interesse alla questione sociale non esclude che si “metta sotto chiave qualche manager come in Francia.”

Lo giustifica affermando che la lotta sociale  deve “farsi sentire con metodi molto più forti.”

Secondo me Ferrero più che dare maggior risalto alla lotta sociale vuole fare un po’ di propaganda per il proprio partito. Che dalle parti di Rifondazione si siano finalmente accorti che non li ascolta più nessuno?

Concludo soffermandomi su una frase di Ferrero  che mi ha fatto riflettere:

“Dobbiamo lavorare per costruire il conflitto sociale.”

Ma vi rendete conto le stupidaggini che va dicendo?

Penso che sia una frase emblematica per capire chi sia questa gente. Loro “lavorano” per costruire il conflitto sociale. Simpatico da parte loro. Peccato che ormai sia tardi per parlare di lotta di classe.

Fortunatamente abbiamo il ministro Tremonti che al contrario ha come primo obbiettivo quello di garantire la pace sociale.

Written by marcorouge

17 Agosto 2009 alle 9:46 pm

La scossa è arrivata nel cuore della Puglia rossa

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Partito democratico, Socialisti, Rifondazione comunista, Sinistra e libertà e Lista Emiliano: sono questi i partiti che hanno visto le loro sedi perquisite dai carabinieri che hanno provveduto a sequestrarne i bilanci. I fatti riguardando le indagini sulla sanità condotta dal pubblico ministero Desirè Digeronimo sul presunto intreccio illegale per la gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario e che coinvolgono anche l’ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco, oggi senatore.  Dalle indagini della Direzione distrettuale Antimafia di Bari, sarebbe infatti emerso il sospetto che i partiti del centrosinistra regionale dal 2005 ad oggi avrebbero favorito determinati imprenditori a cui avrebbero affidato appalti e servizi nel settore sanitario finanziati con danaro pubblico. Gli imprenditori, a loro volta, avrebbero girato parte del danaro ottenuto ai partiti del centrosinistra, finanziandoli.

Cari lettori, si va sempre peggio, da una parte mi dispiace, era rimasta solo quella pia illusione, la presunta superiorita’ morale della sinistra, finita miseramente come la gioiosa macchina da guerra che da 15 anni riceve fregature….

Vendola fu inviato in Puglia dall’allora segretario dl suo partito Bertinotti, per rimettere le cose a posto specie nella sanità. Fitto ,del centro destra,come governatore non era stato in grado di gestire la sanità pugliese, che vantava debiti e caricava di ticket i cittadini. Fitto fu oggetto di attacchi ed a volte rischiò il linciaggio da una folla inferocita ed aizzata dai compagni. Vendola vinse le elezioni,abbandonò la camera dei deputati e si presentò in Puglia come il messia annunciato dai profeti. Colui che avrebbe ridato smalto e dignità ad una sanità fatiscente. Ed ecco i risultati, sotto gli occhi di tutti; si è passati dalla padella alla brace.  La magistratura andata per pescare salmoni con le intercettazioni, ha pescato pescecani. E lo spreco nell’acquario della sanità non finisce mai. Uno spreco immenso di risorse, tangenti, ospedali appena finiti di costruire e costati una cifra, cadenti e fatti con la sabbia marina….insomma una ruberìa infinita.

La scossa che aveva preannunciato D’Alema è arrivata, ma ha sbagliato parte!

Oltre le regole della civile convivenza: l’Idv tocca il fondo.

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La condotta dell’Italia dei Malori  sta assumendo contorni grotteschi. Non più contenta di accusare a giorni alterni  il Premier, di lanciare improbabili messaggi su giornali esteri al fine di sputtanare l’Italia e i suoi cittadini, di fare pressioni e critiche senza alcun motivo e ragione al Capo dello Stato (per poi prendere delle grosse cantonate ), ha deciso di violare anche le più basilari regole di convivenza civile.

Il parlamentare Pedica, senatore dell’Idv, ha pensato bene di irrompere a Palazzo Chigi e di interrompere la conferenza stampa del Ministro Gelmini. Il Ministro, più volte interrotta,  ha preferito comunque lasciare la sala stampa, «occupata» dal senatore Idv, senza nemmeno iniziare la prevista conferenza stampa. «L’Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti…» ha detto ironicamente il ministro rivolgendosi al senatore dipietrista.

Non ho davvero parole per commentare. E’ ora che si diano una regolata.

Written by marcorouge

24 Luglio 2009 alle 4:38 pm

Il “nuovo PD”: una storia già vista

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Rieccoci al punto di partenza. PCI, PDS, DS e ora PD. Tutte trasformazioni dove si è sempre innalzato il vessillo del cambiamento, del riformismo , del progressismo… Ma dove in realtà più si andava avanti e più si tornava indietro. Tant’è che oggi il centro-sinistra italiano si ispira al “riformismo del no” (si facciano le riforme, ma non si deve cambiare nulla) e si ritrova alleata con la CGIL che più conservatrcie di lei non c’è.

I leader del PD , intenti a dipingersi da soli come gli unici in grado di cambiare l’Italia, non si accorgono che il Cambiamento è già in atto da un anno, grazie al governo del Popolo della Libertà e della Lega Nord e non si accorgono che sono gli unici a rimanere indietro.

Written by marcorouge

18 Luglio 2009 alle 1:09 pm

Ecco le novità del pacchetto anti-crisi

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Scudo fiscale-ter, mini stretta sulla previdenza a partire dall’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego: il pacchetto di emendamenti presentati dal Governo e dai relatori al decreto legge anticrisi è corposo e include le misure assai varie. Temi importanti si mescolano tra l’altro a misure legate a settori specifici e così si va dai fondi per l’Enav alla stretta sul commercio per gli ambulanti e ai giochi.

Ecco le novità principali.

Rimpatrio per capitali extra Ue – I capitali che si trovano nei Paesi extra Ue dovranno essere rimpatriati, mentre quelli che si trovano in Paesi dell’Unione europea potranno essere sia regolarizzati (lasciandoli all’estero) sia rimpatriati.

Aliquota al 5% – Nel testo non si fa riferimento esplicito una aliquota ma si riporta la formula di tassazione: “L’imposta si applica su un rendimento lordo presunto – si legge nelle relazione tecnica – in ragione del due per cento annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un aliquota sintetica del cinquanta per cento per anno comprensiva di interessi e sanzioni”.

Tempi regolarizzazione – La regolarizzazione delle attività “finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008” potrà avvenire dal 15 settembre 2009 al 15 aprile 2010.

Fuori i reati - L’ombrello fiscale, nell’ultima versione, riguarda solo l’omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele.

Pensioni, mini stretta da 2015 – Arriva una mini-stretta per le pensioni, che partirà dal primo gennaio 2015 e comporterà al massimo tre mesi di aumento dell’età pensionabile.

Donne P.A. da 2018 in pensione a 65 anni – Si parte nel 2010 e l’innalzamento sarà fatto nella misura di un anno ogni due. I risparmi confluiscono nel fondo strategico per il Paese a sostengo dell’economia reale istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

Risorse a Sanità – Una quota del gettito della regolarizzazione (267 milioni in 2 anni) andrà a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale delle diverse regioni in proporzione all’emersione.

Patto stabilità – Maglie più larghe per gli enti locali sul fronte del rispetto del patto di stabilità interno, ma solo per chi nel 2008 è stato ‘virtuoso’ e vuole investire.

Scende tassa oro – La tassa sulle plusvalenza scende dal 6% al 1%. L’imposta, poi, non sarà retroattiva.

Sanità – Nuova proroga al 15 ottobre per la stipula dell’intesa Stato-Regioni, cui è subordinata il finanziamento integrativo al Servizio sanitario nazionale.

Stretta su massimo scoperto – Il tetto dello 0,5% sul massimo scoperto comprende anche l’eventuale sconfinamento, mentre i giorni di valuta per gli assegni saranno solari e non più lavorativi.

Sicurezza voli – Per i costi sostenuti per garantire la sicurezza operativa, all’Enav andranno 12,2 milioni di euro nel 2009. Ai quali si aggiungono 8,8 milioni di euro nel 2009 e 21,1 milioni l’anno nel triennio 2010-2012 per l’ammodernamento di alcuni aeroporti.

Stretta su ambulanti - Le licenze potranno essere rilasciate solo a chi dimostrerà di essere in regola con il versamento dei contributi.

Rifiuti - Entro sei mesi dovranno arrivare le norme per la tracciabilità dei rifiuti.

Giochi – Cambio in corsa per le norme che regoleranno il rilascio della concessione per la gestione delle lotterie tradizionali e delle “Gratta e Vinci”.

Università, arriva la riforma. Gelmini: Bisogna avere coraggio. Tutti i cambiamenti

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Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha illustrato oggi i contenuti della riforma dell’Università. “Bisogna avere coraggio di cambiare l’Università – ha affermato –, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e le Università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili”.

Ecco i CONTENUTI del disegno di legge:

- Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.

  • Come è: università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi;
  • Come sarà: ci sarà la possibilità di unire e federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per abbattere costi e aumentare la qualità.

- Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme secondo criteri nazionali concordati tra Miur e Tesoro.

  • Come è: i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei;
  • Come sarà: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiori trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio.

- Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 a circa la metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).

  • Come è: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;
  • Come sarà: saranno ridotti per evitare che si formino micro settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.

- Delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca al fine di creare un vero sistema di formazione di terzo livello sia per l’accademia che per le imprese. (segue)


Per quanto riguarda la GOVERNANCE si prevede:

- Adozione di un codice etico.

  • Come è: non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni;
  • Come sarà: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele.

- Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.

  • Come è: ogni università decide il numero dei mandati;
  • Come sarà: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni con valenza retroattiva.

- Distinzione netta di funzioni tra Senato e cda, il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.

  • Come è: attualmente vi è confusione e ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l’assunzione della responsabilità nelle scelte;
  • Come sarà: Il senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.

- Limiti di 35 membri nel Senato e di 11 nel cda per superare assemblearismo e paralisi;

  • Come è: il senato è composto anche da più di 50 persone e il Cda da 30;
  • Come sarà: sarà ridotto il numero di membri del senato a un massimo di 35 e del cda a 11 per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati.

- Cda fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni.

- Rafforzamento del peso della rappresentanza studentesca in Senato e cda.

- Introduzione di un direttore generale al posto del direttore amministrativo.

  • Come è: oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;
  • Come sarà: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell’ateneo.

- Nucleo di valutazione d’ateneo a maggioranza esterna.

  • Come è: i nuclei di valutazione sono oggi a maggioranza composti da docenti interni;
  • Come sarà: il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.

- Semplificazione della struttura interna degli atenei.

  • Come è: si sovrappongono organi quali il consiglio di corso di studio, il consiglio di dipartimento, la facoltà;
  • Come sarà: saranno razionalizzati gli organi evitando sovrapposizioni (segue)

Misure previste per il RECLUTAMENTO e lo STATO GIURIDICO DEI DOCENTI:

- Commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e per la prima volta anche stranieri.

  • Come è: le università posso assumere nuovi professori senza un filtro nazionale;
  • Come sarà: una commissione nazionale autorevole dovrà abilitare coloro che sono abilitati a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti.

- Le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione.

- Attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto sulla base di criteri di qualità stabiliti con Dm sulla base di pareri dell’Anvur e del Cun.

  • Come sarà: la commissione nazionale, composta anche da docenti stranieri, dovrà esprimersi a favore della domanda di abilitazione. Non ci saranno limiti al numero di abilitazioni.

- Incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilità. Oggi la mobilità è spesso resa difficile dai costi che il docente deve sostenere per trasferirsi.

- Procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.

- I professori dovranno svolgere 1500 ore annue di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti.

  • Come sarà: Viene per la prima volta stabilito un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.

- Scatti stipendiali solo ai professori migliori.

  • Come sarà: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi

Per il DIRITTO ALLO STUDIO delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilità.

(Il velino)

Scontri tra no global, centri sociali e polizia. Dietro l’antagonismo uno spaventoso vuoto di idee, di principi e di valori

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Premessa: non ho nulla contro chi protesta e manifesta pacificamente le proprie idee e in modo tale da non creare troppi disagi alla cittadinanza.
Non ho nulla contro le manifestazioni , sono un segno di democrazia, ma quello che non mi va sono gli scontri e le devastazioni che puntualmente accompagnano queste manifestazioni. Non è possibile che tutte le volte questa gentaglia, che altro non è, approfitti di queste situazioni per fare tutto il casino possibile. E’ sotto gli occhi di tutti, il G8 è iniziato da soli 2 giorni e il bilancio sembra un bollettino di guerra: scontri , lanci di pietre contro polizia e fotografi , decine di fermi , arresti , feriti da entrambi le parti.


Ma alla fine ci si chiede: ma per cosa protestano?

Penso , che dietro l’etichetta dell’«idealità» appiccicata sopra la battaglia dei movimenti antagonisti contro la globalizzazione si nasconde soltanto uno spaventoso vuoto di idee, di principi e di valori. Si tratta di una pura espressione del nichilismo che sembra per molti versi dominare il nostro tempo. E a quanto pare infine l’unico esito possibile di questa rivolta è quello della violenza: distruggere per distruggere, senza altra motivazione oltre alla volontà perversa di fare a pezzi il reale in quanto tale. La mentalità antagonista tende a colmare il vuoto psichico sociale e politico causato dal crollo dei sistemi ideologici.

A questo punto c’è da credere che queste persone vanno deliberatamente per combinare disastri perchè non si spiegherebbero altrimenti i caschi, i passamontagna, le spranghe ecc ecc .

Se uno gli chiede perchè protestano tirano fuori una lista di frasi fatte che venivano usate negli anni settanta. Parlano di libertà e impediscono alle persone di studiare (vedi l’Onda a Roma), disfano automobili e negozi di persone che si fanno il culo dalla mattina alla sera per portare a casa lo stipendio, si ribellano se la polizia non li lascia disfare in libertà le cose altrui e pubbliche.
D’altro canto perchè io, operaio, che guadagno 900 euro, devo trovarmi la macchina distrutta da dieci figli di papà che giocano ai ribelli? Perchè io, negoziante, devo vedere il mio negozio devastato da dei deficenti?
Perchè io, studente universitario, non posso seguire la lezione liberamente per colpa di quattro fancazzisti che si nascondono dietro una non meglio precisata ideologia?

Written by marcorouge

9 Luglio 2009 alle 8:57 pm