Bar Centrale

Non devi subire i media, siilo!

Archive for the ‘Crisi Economica’ Category

Il 2009 è stato l’anno del lavoro e della previdenza

nessun commento

Il 4 gennaio di quest’anno Beppe Grillo sul suo blog pubblicò questo articolo:

A gennaio l’economia rallenta, ma tiene.
A febbraio Morfeo Napolitano nutre qualche preoccupazione per il PIL.
A marzo Tremonti implora gli italiani, Geronzi, Profumo e Passera di comprare Bot, Btp e CCT.
Ad aprile lo psiconano garantisce sul futuro dell’Italia.
A maggio Boss(ol)i rassicura che il federalismo è alle porte.
A giugno alle elezioni non ci va nessuno.
A luglio i nuovi disoccupati sono più di due milioni.
Ad agosto Morfeo Napolitano spiega in diretta televisiva che una possibile crisi lo inquieta.
A settembre Tremonti taglia del 30% le pensioni e gli stipendi del pubblico impiego. Sempre a settembre il debito pubblico supera i 1900 miliardi. Sempre a settembre lo psiconano si fa riprendere in via Montenapoleone a Milano a fare acquisti per rassicurare gli italiani. Bondi, Cicchitto e Gasparri passano tutti i pomeriggi alla Upim a riempire i carrelli.
A ottobre gli insegnanti non ricevono lo stipendio e le scuole sono chiuse.
A novembre falliscono le amministrazioni pubbliche di Roma, Napoli, Palermo e Bari. Sempre a novembre lo psiconano si reca due settimane alle Barbados per dare l’esempio e dimostrare a tutti che la crisi è un’invenzione dei comunisti.
A dicembre, dall’elicottero, mentre varca il confine austriaco, Tremonti dichiara la bancarotta dello Stato e il federalismo fiscale. Nel senso che ognuno si terrà per sé quello che gli è rimasto in tasca.
A dicembre lo psiconano decide di prolungare per qualche anno le sue vacanze e di farsi assistere dal super consulente Lucianone Gaucci per trattare il suo rientro in Italia ai domiciliari con i tribunali della Repubblica.
Buon 2009!


Come al solito c’è chi parla e cè chi fa. C’è chi vuole migliorare il paese e chi rema contro.

Il 2009 è stato l’anno delle misure anticrisi per imprese e lavoratori; riforma delle pensioni nel pubblico impiego; rinnovo degli assetti contrattuali; sanatoria colf e badanti: l’anno che chiude registra non pochi interventi in tema di lavoro e previdenza.

Gennaio. Il 2009 comincia in un clima di incertezza. La crisi sta provando il mondo produttivo e con esso i lavoratori. Il Capodanno segna l’avvio del triennio di misure anticrisi per l’occupazione fissato dal governo per un programma di durata triennale (2009/2011). Tra gli interventi principali risalta il capitolo relativo agli ammortizzatori sociali, potenziati ed estesi anche alle ipotesi di sospensione del lavoro (le novità principali riguardano l’aumento della misura, con la partecipazione degli enti bilaterali, e della durata dei trattamenti); gli apprendisti acquisiscono diritto a trattamenti integrativi di misura pari all’indennità ordinaria di disoccupazione in caso di sospensione per crisi o di licenziamento per un periodo massimo di 90 giornate; ai lavoratori a progetto viene riconosciuta una somma pari al 10% del reddito percepito l’anno precedente; ai lavoratori interinali occupati a tempo indeterminato presso agenzie per il lavoro e i lavoratori delle ex compagnie portuali viene riconosciuta un’integrazione del reddito per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro, fino a un massimo di 26 mensili, inclusa la contribuzione figurativa e gli assegni familiari. Ancora, viene prorogato per il 2009 il regime fiscale agevolato a favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, per le retribuzioni relative ad incrementi di produttività. Ultima novità, il diritto a percepire qualsiasi trattamento relativo ad ammortizzatori sociali viene subordinato ad una dichiarazione, del lavoratore interessato, di immediata disponibilità al lavoro o alla frequenza di un percorso per la riqualificazione professionale.

Febbraio. E’ il mese del bonus famiglia. Introdotta quale misura anticrisi dal dl n. 185/2008 per il 2009, il bonus straordinario è riconosciuto ai nuclei familiari a basso reddito. L’importo varia in funzione della composizione del nucleo familiare e del reddito complessivo dei relativi componenti, in un periodo di imposta che può essere alternativamente (a scelta del richiedente) il 2007 o il 2008. La misura oscilla tra un minimo di 200 e il massimo di 1.000 euro.

Marzo. Il governo studia nuove tattiche per fronteggiare la crisi sul versante dell’occupazione. Così dà il via libera a nuove misure per i lavoratori sospesi e licenziati. Tra le novità, il raddoppio dell’indennità ai co.co.pro.; l’accelerazione dei tempi di concessione e di erogazione degli ammortizzatori sociali (da 120- 140 giorni a 20-30 giorni); l’estensione del lavoro accessorio (i voucher) a tutti i lavoratori licenziati o sospesi; l’introduzione dell’obbligo per gli uffici di collocamento (centri impiego ed agenzie per il lavoro) di divulgare a cadenza almeno settimanale le nuove opportunità di lavoro.

Aprile. Arrivano in porto nuove regole sulla contrattazione collettiva. Obiettivi: rilancio della crescita economica, sviluppo occupazionale e aumento della produttività. Strumenti: realizzazione di un sistema di relazioni industriali che persegua condizioni di competitività e di produttività. Il nuovo accordo interconfederale, sottoscritto il 15 aprile dalle parti sociali (Cisl, Uil e Confindustria) con esclusione della Cgil, dà attuazione all’accordo-quadro del 22 gennaio 2009. Ha durata sperimentale di 4 anni, con validità fino al 15 aprile 2013, sostituendo le regole del 23 luglio 1993.

Maggio. Il mese comincia con una conferenza stampa dei ministri Sacconi e Brunetta sulla seconda fase di taglio dei costi burocrati. Entro il 2012, annunciano i ministri, cittadini e imprese potranno contare su un risparmio di circa 13 miliardi di euro provenienti da un taglio agli adempimenti oggi previsti in materia di prevenzione incendi, lavoro e previdenza. Tra gli interventi annunciati, l’attivazione di «Uniemens» destinata a unificare le comunicazioni telematiche oggi dovute dei dati retributivi (Emens) e contributivi (Dm10) da parte dei datori di lavoro; la scomparsa dell’obbligo del Durc per la partecipazione agli appalti pubblici; l’informatizzazione dei procedimenti di rilascio e rinnovo dei certificati antincendi. Il nuovo “Tagliaoneri” completa la manovra dell’estate 2008 (dl n. 112/2008) che ha prodotti risparmi per 4,1 miliardi di euro.

Giugno. Il consiglio dei ministri vara la riforma dell’invalidità civile. A partire dal 2010, l’Inps è individuato quale unico registra per integrare le commissioni mediche Asl e per effettuare gli accertamenti definitivi di invalidità cecità e sordità civile, handicap e disabilità.

Luglio. Il 1° luglio gli italiani si svegliano e sanno che dovranno lavorare qualche tempo in più per andare in pensione. Prende il via, infatti, la mini-riforma delle pensioni targata Protocollo Welfare del 2007 (divenuto legge n. 247/2007). Debuttano le famose quote, cioè quelle sommatorie tra contribuzione ed età anagrafica che consentono di andare “prima” in pensione (rispetto alla pensione ordinaria che è quella di vecchiaia) con il trattamento di anzianità. Per poter dire addio al lavoro in pratica serve un anno di età in più (minimo 59 anni ai dipendenti e 60 anni ai lavoratori autonomi) e serve soddisfare la quota con l’anzianità contributiva (la prima è 95 ai dipendenti e 96 agli autonomi). Dal prossimo 1° gennaio 2010 e fino al 31 dicembre 2012, entrerà in vigore la quota 96 con un’età non inferiore a 60 anni per i lavoratori dipendenti; e la quota 97 con un’età non inferiore a 61 anni per i lavoratori autonomi.

Agosto. Il governo approva la riforma delle pensioni rosa. Dal 1° gennaio 2010, le lavoratrici del pubblico impiego potranno andare in pensione di vecchiaia all’età minima di 61 anni. Successivamente, l’età minima di pensionamento crescerà di un anno ogni biennio, finché a partire dal 1° gennaio 2018 raggiungerà l’età di 65 anni, come prevista oggi per gli uomini. Non risentiranno delle novità le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2009 riusciranno a maturare il diritto a pensione (di vecchiaia) in base alle vigenti regole, cioè con 60 anni di età e 20 anni (almeno) di contributi. L’intervento di riforma interessa soltanto le lavoratrici donne del settore del pubblico impiego (non sono toccate da alcuna riforma le donne impiegate nel settore privato) e la pensione di vecchiaia. E’ un intervento dettato dall’obbligo di adeguarsi alla sentenza della corte Ue C-46/07, con cui è stato rifilato all’Italia un cartellino giallo perché non dà garanzie di parità di trattamento tra uomini e donne in materia di pensioni dei dipendenti pubblici (l’alternativa sarebbe stata quella di farsi carico del pagamento di pesanti sanzioni).

Il 20 agosto, inoltre, entra in vigore il correttivo del Tu sicurezza. Tra le principali novità, si registra l’introduzione di una nuova ipotesi di estinzione agevolata per tutti gli illeciti amministrativi: se il datore di lavoro regolarizza tempestivamente la sua posizione è ammesso a pagare il minimo edittale. Inoltre, per le contravvenzioni punite soltanto con l’arresto, il datore di lavoro (o altro imputato) può chiedere al giudice di sostituire la pena con il pagamento di una somma (minimo 2 mila euro).

Settembre. Suona il gong per la sanatoria di colf e badanti. Dal 1° al 30 settembre è possibile presentare le domande di regolarizzazione di domestici all’Inps o allo Sportello unico per l’immigrazione, a seconda che l’emersione riguardi cittadini comunitari oppure extracomunitari. Costo: 500 euro per lavoratore da regolarizzare, a copertura di un periodo di tre mesi di lavoro in nero.

Ottobre. Il mese trascorre in una appassionata discussione sul tema dell’abrogazione dell’Irap. Alla fine, sarà il buon senso a prevalere con il rinvio della riforma al prossimo anno nella speranza di vivere tempi migliori.

Novembre. A conclusione dell’acceso dibattito del mese precedente, il governo vara la riduzione degli acconti fiscali. Ma soltanto per l’Irpef. Dal consiglio dei ministri del 12 novembre, infatti, arriva un decreto legge che prevede la riduzione dell’acconto di novembre limitatamente all’imposta sul reddito delle persone fisiche (l’Irpef appunto) e non anche quella dell’Ires e dell’Irap. Buona notizia è che, diversamente dalle anticipazioni, la riduzione risulta più consistente, cioè pari al 20% (e non il 2-3% come ipotizzato per tutte le imposte): la percentuale dell’acconto da versare passa infatti dal 59 al 39% dell’imposta pagata l’anno precedente.

Dicembre. E’ tempo di finanziaria. Una finanziaria, viene annunciato, che non sarà il solito mosaico di norme e disposizioni ad ampio spettro. E invece? E invece arriva la solita manovra, con misure che spaziano dappertutto. Numerose gli interventi a favore dell’occupazione: ritorna lo staff leasing; previsti gli incentivi per chi assumere soggetti in disoccupazione; introdotti premi di assunzione a favore delle Agenzie lavoro; aumentano le tutele ai co.co.co.; favoriti i soggetti cinquantenni; i voucher sono estesi anche ai lavoratori a part-time. Ancora: proroga per la detassazione del salario di produttività e mini condono sui contributi previdenziali (quelli non pagati fino al 31 ottobre 2009).

(dati tratti da  L’Occidentale)

Ecco le novità del pacchetto anti-crisi

nessun commento

Scudo fiscale-ter, mini stretta sulla previdenza a partire dall’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego: il pacchetto di emendamenti presentati dal Governo e dai relatori al decreto legge anticrisi è corposo e include le misure assai varie. Temi importanti si mescolano tra l’altro a misure legate a settori specifici e così si va dai fondi per l’Enav alla stretta sul commercio per gli ambulanti e ai giochi.

Ecco le novità principali.

Rimpatrio per capitali extra Ue – I capitali che si trovano nei Paesi extra Ue dovranno essere rimpatriati, mentre quelli che si trovano in Paesi dell’Unione europea potranno essere sia regolarizzati (lasciandoli all’estero) sia rimpatriati.

Aliquota al 5% – Nel testo non si fa riferimento esplicito una aliquota ma si riporta la formula di tassazione: “L’imposta si applica su un rendimento lordo presunto – si legge nelle relazione tecnica – in ragione del due per cento annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un aliquota sintetica del cinquanta per cento per anno comprensiva di interessi e sanzioni”.

Tempi regolarizzazione – La regolarizzazione delle attività “finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008” potrà avvenire dal 15 settembre 2009 al 15 aprile 2010.

Fuori i reati - L’ombrello fiscale, nell’ultima versione, riguarda solo l’omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele.

Pensioni, mini stretta da 2015 – Arriva una mini-stretta per le pensioni, che partirà dal primo gennaio 2015 e comporterà al massimo tre mesi di aumento dell’età pensionabile.

Donne P.A. da 2018 in pensione a 65 anni – Si parte nel 2010 e l’innalzamento sarà fatto nella misura di un anno ogni due. I risparmi confluiscono nel fondo strategico per il Paese a sostengo dell’economia reale istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

Risorse a Sanità – Una quota del gettito della regolarizzazione (267 milioni in 2 anni) andrà a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale delle diverse regioni in proporzione all’emersione.

Patto stabilità – Maglie più larghe per gli enti locali sul fronte del rispetto del patto di stabilità interno, ma solo per chi nel 2008 è stato ‘virtuoso’ e vuole investire.

Scende tassa oro – La tassa sulle plusvalenza scende dal 6% al 1%. L’imposta, poi, non sarà retroattiva.

Sanità – Nuova proroga al 15 ottobre per la stipula dell’intesa Stato-Regioni, cui è subordinata il finanziamento integrativo al Servizio sanitario nazionale.

Stretta su massimo scoperto – Il tetto dello 0,5% sul massimo scoperto comprende anche l’eventuale sconfinamento, mentre i giorni di valuta per gli assegni saranno solari e non più lavorativi.

Sicurezza voli – Per i costi sostenuti per garantire la sicurezza operativa, all’Enav andranno 12,2 milioni di euro nel 2009. Ai quali si aggiungono 8,8 milioni di euro nel 2009 e 21,1 milioni l’anno nel triennio 2010-2012 per l’ammodernamento di alcuni aeroporti.

Stretta su ambulanti - Le licenze potranno essere rilasciate solo a chi dimostrerà di essere in regola con il versamento dei contributi.

Rifiuti - Entro sei mesi dovranno arrivare le norme per la tracciabilità dei rifiuti.

Giochi – Cambio in corsa per le norme che regoleranno il rilascio della concessione per la gestione delle lotterie tradizionali e delle “Gratta e Vinci”.

State tranquilli, il maestro unico non è cancellato. La Gelmini e il Governo non tornano indietro

con un commento

Vi propongo l’articolo di Renato Farina pubblicato su Libero del 12 dicembre 2008

Potenza delle balle. Ora gira la notizia che la Gelmini è caduta, ha ceduto, è tornata indietro sul maestro unico. Non è così. Lo so che non ci credete, perché le televisioni vi hanno già intortati. Ma ho ragione io. Neanche se volesse potrebbe cambiare la pratica dell’insegnante delle elementari del tipo nuovo: c’è una legge pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale, e la sua applicazione non è in potere del ministro e dei sindacati. Invece si dice: si cambia. Sarà facoltà delle famiglie scegliere se avere il maestro unico o il tempo pieno. Così è scolpito sulle agenzie. Giusto. Peccato che non ci sia alcuna novità. È sempre stato detto e arcidetto dalla Gelmini, ma nessuno le prestava fede. Berlusconi lo ha ripetuto e arciripetuto: invano. Il decreto n. 137, articolo 4, prevede il diritto per le famiglie di optare per l’orario di 40 ore, il famoso tempo pieno. Ovvio che se l’orario di un maestro è di 22 ore, uno solo per classe non basta. Uno dirà: e allora dove stava la riforma Gelmini? La novità educativa e il risparmio di denaro consiste nel fatto che non potranno più esserci tre maestri in classe contemporaneamente; ma ce ne sarà uno solo alla volta. In tal modo c’è il maestro dominante, il perno, e intorno a lui ruotano il maestro di inglese e un altro docente, in modo da arrivare al tempo pieno. Insomma, lo Stato pagherà 40 ore di lavoro la settimana per ogni classe e non 80 ore o più come finora è accaduto. Dunque bisognerebbe mettere la Gelmini in trono e scusarsi delle accuse ingiuste che hanno messo in confusione le famiglie, invece di denunciarne i ripensamenti.

Leggi il seguito di questo post »

La Cgil sciopera. Ma non la segue nessuno E la mobilitazione “annega” sotto la pioggia

nessun commento

167736-epiAnche senza il millantato “milione in piazza”, la Cgil parla di uno “sciopero eccezionale” con adesioni altissime: 675 mila persone nelle principali piazze italiane e una partecipazione calcolata in “ben oltre il doppio del numero degli iscritti alla confederazione, con punte di circa il triplo”. Peccato che il sindacato di corso Italia sia l’unico a dare numeri a due cifre, mentre dal governo e dalla Confindustria arrivano dati esattamente opposti. “I dati che abbiamo – ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi – indicano una bassissima adesione nel pubblico impiego. Il ministero della Funzione pubblica parla di un 7 per cento medio”. In più “non dimentichiamo la composizione delle imprese italiane che vedono circa il 70 per cento degli addetti concentrati nelle imprese sotto i 50 dipendenti e in questa fascia – ha aggiunto il ministro – lo sciopero è quasi inesistente. Siamo al 2 per cento nella grande distribuzione. Nella gran parte delle fabbriche più strutturate l’adesione è attorno al 5-10 per cento”. Dunque “i risultati confermano quello che abbiamo sempre detto – ha aggiunto Sacconi – Questo non è il momento di uno sciopero che oltretutto divide le organizzazioni sindacali”, al contrario bisogna riprendere “a dialogare senza pregiudizi guardando al merito delle cose e cercando di produrre un’utile coesione nazionale per affrontare una crisi”. Anche la Confindustria riferisce di adesioni a una cifra, come il 4 per cento nel settore delle telecomunicazioni e il 9 per cento nelle aziende della Federchimica. Anzi “è opportuno sottolineare il fenomeno, ancora più rilevante in questa occasione – ha osservato viale dell’Astronomia – di assenze dal lavoro per cause diverse dallo sciopero (ferie e permessi in misura preponderante, malattia in termini più contenuti)”. Praticamente inesistente l’adesione tra le imprese associate a Confcommercio che ha parlato di “esercizi commerciali tutti aperti”.

Leggi il seguito di questo post »

Written by marcorouge

13 Dicembre 2008 alle 1:26 pm

L’Italia ce la farà

nessun commento

94-36-167-247_2008126101340

Concordo con Berlusconi: abbiamo un passivo pubblico mostruoso , però quello delle famiglie Italiane è fra i più bassi del mondo e il saldo , rispetto ad altre nazioni con la puzza sotto il naso , è meno preoccupante sicchè le nostre speranze di restare in piedi  sono concrete. Aspetto conferme. Ci saranno.

———————————————————————————————————————————————————————————-

Vi propongo l’intervista del presidete Silvio Berlusconi al quotidiano “Il Messaggero” del 6 dicembre 2008

Presidente Berlusconi, questa è la prima crisi economica che importiamo dall’estero. Cosa può metterci l’Italia di suo per ridurne l’impatto ed evitare una escalation negativa?

“La mia convinzione è che possiamo farcela meglio di altri Paesi. I buoni risultati sono sempre figli di un atteggiamento positivo. Per questo invito gli italiani ad avere fiducia. Il 10 ottobre, per primo, il presidente del Consiglio italiano ha garantito che lo Stato non avrebbe consentito il fallimento di alcuna banca e che nessun risparmiatore avrebbe quindi perso un solo euro dei propri depositi. Questa iniziativa è stata seguita dagli altri Paesi europei, ed anche l’amministrazione americana, che purtroppo aveva assistito inerte al fallimento della Lehman & Brothers e di altre due banche, ha deciso di garantire, con un Fondo di 700 miliardi di dollari, la solidità del sistema bancario degli Stati Uniti. Anche per quanto riguarda il sostegno alle imprese e alle famiglie il nostro governo si è mosso prima degli altri ed ha varato un pacchetto anticrisi, pari a 80 miliardi di euro che nei prossimi anni si trasferiranno dalla mano pubblica all’economia reale, cioè alle famiglie ed alle imprese. Ora tutto dipende dal comportamento di ciascuno di noi, dalla scelta tra due strade: fare propria la canzone del catastrofismo che la sinistra canta ogni giorno, oppure essere positivi e pragmatici e, nei limiti del possibile, conservare lo stile di vita precedente anche nei consumi. In questo modo si eviterà che l’industria debba ridurre la produzione e si veda costretta a mettere in cassa integrazione i dipendenti, con un effetto depressivo ulteriore che rischierebbe di instaurare un circolo vizioso, quello sì preoccupante”.

Leggi il seguito di questo post »

Written by marcorouge

7 Dicembre 2008 alle 4:17 pm

Che cosa è la Carta Acquisti (social card) e come ottenerla

nessun commento

La Carta spetta ai cittadini ultrasessantacinquenni e alle famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni che abbiano un reddito fino a 6.000 euro. Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito è 8.000 euro.

La Carta Acquisti è stata introdotta per sostenere le famiglie e le persone anziane nella spesa alimentare e per le spese domestiche di luce e gas.

La Carta Acquisti si presenta come una normale carta di pagamento elettronico, uguale a quelle già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro Paese. A differenza di queste, però, le spese effettuate con la Carta Acquisti, verranno addebitate non al titolare della Carta, bensì direttamente allo Stato.

La Carta potrà essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi abilitati. Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma “Carta Acquisti”. Tramite la Carta, si potrà accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata.

Leggi il seguito di questo post »

Written by marcorouge

6 Dicembre 2008 alle 1:56 pm

Che cosa è e come si richiede il bonus famiglia

nessun commento

Che cos’è il bonus famiglia

Una somma variabile da 200 a 1.000 euro a seconda della condizione di chi lo richiede. Il
Bonus non costituisce reddito né ai fini fiscali né previdenziali e nemmeno ai fini del reddito-soglia per beneficiare della social card.

Chi può chiederlo

I residenti che facciano parte di una famiglia qualificata come «a basso reddito».Il bonus viene
Erogato solo a uno dei componenti del nucleo familiare.

Quale reddito bisogna avere per ottenere il bonus

Fino a 35 mila euro di reddito complessivo familiare annuo:il reddito-soglia varia in funzione
del numero di componenti del nucleo familiare e della loro condizione(pensionato,portatore
di handicap e così via)come indicato nella grafica qui sopra

Quando bisogna aver conseguito il reddito

Il decreto offre un’alternativa:si può fare riferimento al reddito ottenuto nel 2007 o a quello del
2008. In base alla scelta, cambiano i termini di presentazione della domanda e di erogazione del bonus

Chi viene considerato componente del «nucleo familiare»

Ai fini del calcolo del reddito,si considerano componenti del nucleo familiare:chi richiede il
bonus, il coniuge(che può anche non essere a carico del richiedente, ma non deve essere
legalmente ed effettivamente separato), i figli e gli altri familiari a carico, così come indicati
all’articolo12 del Testo unico delle imposte sui redditi (Dpr 917/1986)

Come si calcola il reddito familiare

Il reddito complessivo familiare si calcola sommando i redditi complessivi ottenuti dai
componenti del nucleo familiare, calcolati secondo quanto previsto dall’articolo 8 del Testo unico
delle imposte sui redditi (Dpr 917/1986)

Quali categorie di reddito vanno sommate

Per poter accedere al bonus occorre che al reddito familiare contribuiscano soltanto redditi
delle seguenti tipologie:

  • i redditi da lavoro dipendente;
  • le pensioni di ogni tipo e gli assegni equiparati;
  • i compensi percepiti,entro i limiti dei salari correnti maggioratidel20%,dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro,delle cooperative di servizi, agricole e di prima trasformazione e delle cooperative della piccola pesca;
  • le somme,a qualunque titolo percepite,anche sotto forma di erogazioni liberali,quale compenso per gli incarichi di amministratore,sindaco o revisore di società,associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, per la collaborazione con giornali e simili,per la partecipazione a collegi e commissioni;
  • le somme percepite in relazione ad altri rapporti di collaborazione riguardanti la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempre che gli incarichi o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente o nell’oggetto dell’arte o professione esercitate dal contribuente, di cui all’articolo53, comma1,del Testo unico delle imposte sui redditi (Dpr 22 dicembre 1986, n.917), ossia lavoro autonomo;
  • le remunerazioni dei sacerdoti, previste dalla legge 222 del 1985, e le congrue e i supplementi di congrua previsti dalla legge 26 luglio 343 del 1974;
  • i compensi percepiti dalle persone impegnate in lavori socialmente utili;
  • gli assegni periodici corrisposti al coniuge, esclusi quelli destinati al mantenimento dei figli, a seguito di separazione legale ed effettiva,di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria;
  • i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente e i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente,qualora percepiti dai soggetti a carico del richiedente o dal coniuge non a carico;
  • i redditi fondiari, ma solo a patto che siano stati percepiti insieme con i redditi delle categorie precedenti (in«coacervo», recita il decreto) e a patto che il loro ammontare non sia superiore a 2.500euro.

Come si ottiene il bonus

Il bonus non è automatico ma deve essere richiesto. Per farlo, bisogna presentare una domanda
nella quale il richiedente “autocertifica” i seguenti elementi:

  • il coniuge non a carico e il suo codice fiscale;
  • i figli, gli altri familiari a carico, la relazione di parentela e il loro codice fiscale;
  • il fatto che il reddito complessivo familiare rientra nei limiti richiesti dal decreto e il periodo d’imposta –2007 o 2008 – in cui è stato realizzato il reddito.

A norma del Dpr 445/2000, richiamato nel decreto, l’autocertificazione può essere fatta allegando alla richiesta la fotocopia sottoscritta di un documento d’identità

Il modulo per la domanda

Per presentare la richiesta del bonus bisognerà utilizzare il modello che sarà approvato
dall’agenzia delle Entrate entro10 giorni dall’entrata in vigore del decreto:probabilmente entro la
metà di dicembre.

A chi va presentata la richiesta ed entro quale termine

Se si fa richiesta sulla base del reddito ottenuto nel 2007
La domanda va presentata entro il 31gennaio 2009 ai sostituti d’imposta, cioè il datore di lavoro privato o pubblico del richiedente o l’ente previdenziale che gli versa la pensione. In tutti i casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la richiesta può essere presentata all’agenzia delle Entrate in via telematica entro il 31 marzo 2009.

Se si fa richiesta sulla base del reddito ottenuto nel2008
La domanda va presentata entro il 31marzo 2009 ai sostituti d’imposta o agli enti previdenziali.

In tutti i casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta, la richiesta può essere presentata:

  • in via telematica all’agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2009;
  • con la dichiarazione dei redditi 2008

Le modalità di invio della domanda

In tutti i casi la richiesta può essere presentata anche tramite dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali, consulenti del lavoro e centri di assistenza fiscale, ai quali – precisa il decreto – non spetta alcun compenso.

Da chi e quando viene erogato il bonus

Se la richiesta è stata presentata sulla base del reddito ottenuto nel 2007 Il bonus è versato ai lavoratori dal sostituto d’imposta cui è stata presentata la richiesta (cioè dal Datore di lavoro) entro il mese di febbraio 2009. Per i pensionati, invece, il bonus è versato dall’ente previdenziale entro marzo 2009.

Se la richiesta è stata presentata sulla base del reddito ottenuto nel 2008 Il bonus è versato ai lavoratori dal sostituto d’imposta cui è stata presentata la richiesta (cioè dal datore di lavoro) entro il mese di aprile 2009. Per i pensionati, invece, il bonus è versato dall’ente previdenziale entro maggio 2009.

In tutti i casi in cui il beneficio non è erogato dai sostituti d’imposta  La domanda viene inoltrata all’agenzia delle Entrate ed è il richiedente a indicare le modalità con cui desidera ricevere il bonus.

Come si stabilisce chi ha diritto al bonus

Il sostituto d’imposta eroga il beneficio secondo l’ordine di  presentazione delle richieste, nei limiti del monte ritenute e contributi disponibili nel mese di febbraio 2009 (per le domande relative ai redditi ottenuti nel 2007) o nel mese di aprile 2009 (per le domande relative ai redditi ottenuti nel 2008). I datori di lavoro pubblici e gli enti previdenziali, invece,fanno riferimento al monte delle ritenute disponibile.


Da leggere:

Pane , pasta , latte e Sky

nessun commento

200148545_16622e376f

“Non entrammo mai nel merito” Dice Romano Prodi al Corriere della Sera riferendosi all’Iva sugli abbonamenti alla tv via satellite (3 dicembre) “Non entrammo mai nel merito”: ecco il perfetto motto araldico di Prodi presidente del Consiglio

Tratto da www.loccidentale.it

Pane, pasta, latte e Sky

Nel paniere dei generi di prima necessità, da oggi entra anche la pay tv. Pane, pasta, latte…Sky. Così, il previsto aumento dell’Iva al 20% per la TV di Murdoch, diventa motivo di accorati appelli al Governo, perché ci ripensi, prima di andare a colpire i guadagni delle famiglie. Il primo allarme viene da Sky, direttamente interessata al provvedimento, e questo è comprensibile. Non giustificabile, però, quando l’allarme diventa attacco apertamente mosso al Governo, nel corso di dirette TV della stessa Sky o di spot realizzati per l’occasione. Di questi tempi, le battaglie giustificabili, sono quelle in difesa dei diritti fondamentali delle persone, colpite nella dignità di una vita decorosa, da una crisi senza precedenti che il Governo s’impegna ad arginare.

Leggi il seguito di questo post »

Piano per le famiglie : un’altra risposta del Governo alla crisi

con 3 commenti

spesa-anziano-povero-324x2301

Sono giornate decisive per gli aiuti alle famiglie e alle imprese, oltre che per far decollare il piano destinato a tempi brevissimi a far ripartire le infrastrutture. Va precisato che non si tratta di una Finanziaria-bis dettata dalla crisi economica, ma di un intervento di emergenza, un pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea.

Leggi il seguito di questo post »