Bar Centrale

Non devi subire i media, siilo!

La D’Addario mente, spudoratamente. La Repubblica (delle pere) e l’Espresso fanno l’ennesima figuraccia. Silvio, siamo sempre con te!

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Leggendo e ascoltando la seconda puntata delle registrazioni illegali - prodotte e diffuse illecitamente (articolo 684 del C.p.) da la Repubblica ( delle pere) e l’Espresso si ha la sensazione che quelle frasi gracchianti e smozzicate  (per quel che se ne può cogliere più dalle trascrizioni che dall’audio, in verità) siano un boomerang per gli accusatori di Silvio Berlusconi e un formidabile assist per la sua difesa.

Nella prima conversazione catturata dal microfono indiscreto nascosto nelle mutande della avvenente showgirl barese, Giampaolo Tarantini, il suo “caporale” le spiega: “Lui non ti prende come escort, capito? Lui ti prende come un’amica mia, che ho portato…“.

Dunque Berlusconi non sa che la D’Addario è una professionista a pagamento ma, semplicemente, un’amica di Tarantini.

Inoltre si scopre come la D’Addario ha mentito spudoratamente nell’intervista apparsa nel Sunday Times e poi riprese da la Repubblica (delle pere). (Tutti e due i quotidiani , accreditando la sua tesi, l’hanno preso in quel posto “dove non batte il sole”.i)

La fantasiosa ragazza – non più tanto ragazza- di Bari eccitava gli inglesi raccontando il premier amante infaticabile:

Non ho mai dormito, era instancabile”. E aggiungeva “Berlusconi fece una mezza dozzina di docce ghiacciate durante la notte e io l’ho raggiunto sotto la doccia su sua richiesta. Per questo mi è andata via la voce”.

Balle.

Tanto che nelle registrazioni che Repubblica aveva già rivelato la verità si capovolge. Berlusconi telefona alla D’Addario il giorno dopo quella notte, la trova senza voce e si chiede perché. E lei risponde:

Sai perché? Perché ho fatto al doccia 10 volte con l’acqua ghiacciata, perché avevo caldo”.

Dunque non è stato Berlusconi a costringerla alla doccia ghiacciata come il Sunday Times e poi Repubblica- smentendo se stessa- avevano creduto. Ma era stata la D’Addario a scegliere di rinfrescarsi così. Se ha dovuto rivelarlo a Berlusconi il mattino dopo ci sono solo due possibilità: o il premier non ha trascorso tutta la notte con la escort o se erano nella stessa stanza e nello stesso letto, lui dormiva mentre la escort faceva le docce ghiacciate.

E se ha mentito su questo, la D’Addario, su quante altre cose lo ha fatto?

Ovviamente non verremo di certo sapere la risposta da la Repubblica (delle pere).

Ma il caso eccita e fa impazzire anche un altro quotidiano che vorrebbe coprire la stessa area di Repubblica: Il Riformista di Antonio Polito

“Il dovere di informare dovrebbe fermarsi sulla soglia del buco della serratura, o dell’origlio. Nel senso che il guardonismo è superfluo quando non aggiunge informazioni. E di conseguenza, rischia di essere morboso”.

Giusto. Ma è un po’  irreale trovare scritta questa considerazione  in un quotidiano che pur guardando dal buco della serratura di chi stava guardando dal vero buco della serratura (L’Espresso), decide di dedicare alla visione non una breve a pagina 18, ma l’apertura del quotidiano regalando ai suoi lettori ogni particolare. . Parole nobili quelle di Polito, che così termina

“Che si chiami Silvio Berlusconi, nulla toglie al suo diritto di cittadino di vedere protetto almeno quell’ultimo simulacro di privacy che è la camera da letto”.

Cavoli suoi insomma. Di cui non si capisce perchè, pruriginosità e scoop giornalistico a parte, ci  occupiamo tanto. Visto che ognuno è libero di far l’amore con chi crede. Specie se lo fa a casa sua, non lede il diritto di nessuno, non configura un’ipotesi di reato, non offende nè il decoro, nè la decenza di chicchessia. Paradossalmente, chi rivela questi episodi (posto che siano veri) rende pubblico un fatto diversamente riservato e irrilevante. E il fatto che il protagonista sia il premier non può diminuire i suoi diritti  alla vita privata e alla privacy rispetto ad ogni altro cittadino.

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