Archive for Luglio 2009
La scossa è arrivata nel cuore della Puglia rossa
Partito democratico, Socialisti, Rifondazione comunista, Sinistra e libertà e Lista Emiliano: sono questi i partiti che hanno visto le loro sedi perquisite dai carabinieri che hanno provveduto a sequestrarne i bilanci. I fatti riguardando le indagini sulla sanità condotta dal pubblico ministero Desirè Digeronimo sul presunto intreccio illegale per la gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario e che coinvolgono anche l’ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco, oggi senatore. Dalle indagini della Direzione distrettuale Antimafia di Bari, sarebbe infatti emerso il sospetto che i partiti del centrosinistra regionale dal 2005 ad oggi avrebbero favorito determinati imprenditori a cui avrebbero affidato appalti e servizi nel settore sanitario finanziati con danaro pubblico. Gli imprenditori, a loro volta, avrebbero girato parte del danaro ottenuto ai partiti del centrosinistra, finanziandoli.
Cari lettori, si va sempre peggio, da una parte mi dispiace, era rimasta solo quella pia illusione, la presunta superiorita’ morale della sinistra, finita miseramente come la gioiosa macchina da guerra che da 15 anni riceve fregature….
Vendola fu inviato in Puglia dall’allora segretario dl suo partito Bertinotti, per rimettere le cose a posto specie nella sanità. Fitto ,del centro destra,come governatore non era stato in grado di gestire la sanità pugliese, che vantava debiti e caricava di ticket i cittadini. Fitto fu oggetto di attacchi ed a volte rischiò il linciaggio da una folla inferocita ed aizzata dai compagni. Vendola vinse le elezioni,abbandonò la camera dei deputati e si presentò in Puglia come il messia annunciato dai profeti. Colui che avrebbe ridato smalto e dignità ad una sanità fatiscente. Ed ecco i risultati, sotto gli occhi di tutti; si è passati dalla padella alla brace. La magistratura andata per pescare salmoni con le intercettazioni, ha pescato pescecani. E lo spreco nell’acquario della sanità non finisce mai. Uno spreco immenso di risorse, tangenti, ospedali appena finiti di costruire e costati una cifra, cadenti e fatti con la sabbia marina….insomma una ruberìa infinita.
La scossa che aveva preannunciato D’Alema è arrivata, ma ha sbagliato parte!
Gli italiani sono sempre più consapevoli che l’aborto è un dramma

Parlare di buone notizie quando si enumerano le vittime dell’aborto è sempre difficile. Si può definire ‘buona notizia’ il fatto che in Italia nel 2008 siano stati praticati più di 121 mila aborti? Spegnere la vita quand’è più fragile – quale che sia il motivo di questa scelta – è una tragedia in sé e una ferita incancellabile nella vita di una donna. Ma proprio per questo occorre non rinunciare mai alla forza della ragione, alimentandola con informazioni complete che ci pongano al riparo dall’alluvione dei luoghi comuni. Abbiamo imparato che quando si ragiona di bioetica lo sguardo del quale è indispensabile dotarsi dev’essere più largo del singolo frammento informativo.
Ed è uno sguardo consapevole e maturo, se solo si ha la pazienza e la saggezza di incrociare i dati che contano. L’annuale relazione sullo stato di attuazione della legge 194 che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha consegnato ieri al Parlamento porta infatti qualche ‘buona notizia’ mescolata alla consueta tragica contabilità degli aborti, mettendoci in mano una documentazione comparata molto eloquente. È vero che le interruzioni di gravidanza nel 2008 si sono attestate a quota 121.406, ma rispetto all’anno precedente il calo è del 4,1% che equivale quasi a un dimezzamento rispetto al 1982, l’anno del record di aborti in Italia.
Un trend di continua decrescita che non si giustifica con la diffusione dei metodi anticoncezionali: nei Paesi dove si è deciso di combattere gli aborti con imponenti campagne pubbliche per la contraccezione si è sortito l’effetto opposto a quello sperato. L’Inghilterra, dove condom e pillole del giorno dopo si trovano persino a scuola e la tv manda in onda spot per informare le teen ager sulla libertà di fermare una gravidanza indesiderata, gli aborti sono fuori controllo, con dati che per le minorenni sono più del triplo di quelli italiani (oltre il doppio in Francia e in Svezia, per intenderci). E nemmeno si deve invocare il numero crescente di medici obiettori, arrivati a superare il 70% del totale. Se, infatti, la relazione ministeriale ha finalmente completato una raccolta dati sinora sempre lacunosa, le nude cifre attestano che l’attesa tra il rilascio del certificato e l’intervento s’è complessivamente ridotta.
Dunque, nessuno scoraggiante intoppo per chi decide di abortire. Le ragioni del fatto che gli aborti continuino a diminuire e che tra le giovanissime non vi sia alcun aumento delle interruzioni di gravidanza – come invece si osserva altrove in Occidente – vuol forse dire che c’è un dato che sfugge alle statistiche e che attiene allo stato di salute profondo del Paese, a quel tessuto di valori e di relazioni che impedisce di guardare all’aborto come a una ’scelta di libertà’, e lo mostra così com’è. Forse i dati di quest’anno ci dicono che il vero diritto cui si riprende a guardare e che si vuole veder rispettato, al di là della facile polemica mediatica e politica, è quello di poter far nascere tutti i figli desiderati, con ogni aiuto necessario.
Abortire non è affatto percepito come una scelta priva di conseguenze. Non si può ignorare che – tabelle alla mano – le donne italiane ripetono l’esperienza dell’aborto assai meno delle inglesi, delle spagnole o delle americane. Visto poi che a incidere sulla cifra complessiva delle Ivg contribuisce in misura crescente la drammatica facilità con la quale le donne straniere (in particolare dell’Est europeo) ricorrono all’intervento, va notato che il dato sugli aborti delle italiane segna un calo di oltre un terzo in soli dieci anni, con un tasso di abortività (ovvero il numero di aborti per mille donne in età feconda) che globalmente è sceso a 8,7, in continuo e vistoso calo da 25 anni.
È il segno che l’aborto in Italia non viene diffusamente percepito come metodo contraccettivo, e lo si vede e sente sempre più per ciò che è. Proprio per questo è grave che ci sia chi ha spinto e spinge l’Agenzia del farmaco ad approvare già nel suo vertice di oggi l’adozione ufficiale della pillola abortiva Ru486 negli ospedali italiani.
Il Consiglio d’amministrazione dell’organismo tecnico ha di fronte a sé una scelta che comporta una responsabilità enorme, e giustamente sta soppesando con estrema cautela un farmaco che in ven’anni ha fatto 29 vittime, secondo quanto ha ammesso la stessa azienda produttrice. Non vogliamo credere che, mentre la piaga dolorosa dell’aborto in Italia va lentamente riducendosi, si voglia aprire un nuovo squarcio facendo credere che per liberarsi di un figlio basta una pillola, nemmeno fosse un mal di testa.
Oltre le regole della civile convivenza: l’Idv tocca il fondo.
La condotta dell’Italia dei Malori sta assumendo contorni grotteschi. Non più contenta di accusare a giorni alterni il Premier, di lanciare improbabili messaggi su giornali esteri al fine di sputtanare l’Italia e i suoi cittadini, di fare pressioni e critiche senza alcun motivo e ragione al Capo dello Stato (per poi prendere delle grosse cantonate ), ha deciso di violare anche le più basilari regole di convivenza civile.
Il parlamentare Pedica, senatore dell’Idv, ha pensato bene di irrompere a Palazzo Chigi e di interrompere la conferenza stampa del Ministro Gelmini. Il Ministro, più volte interrotta, ha preferito comunque lasciare la sala stampa, «occupata» dal senatore Idv, senza nemmeno iniziare la prevista conferenza stampa. «L’Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti…» ha detto ironicamente il ministro rivolgendosi al senatore dipietrista.
Non ho davvero parole per commentare. E’ ora che si diano una regolata.
Ordine degli avvocati sospende Di Pietro per tre mesi.

All’ex pm di “Mani pulite” – che dopo l’uscita dalla magistratura non ha rinunciato a indossare la toga entrando nell’avvocatura – è stata contestata la violazione dell’articolo 51 del codice deontologico che vieta “l’assunzione di incarico nei confronti di ex clienti”. Il riferimento è al processo, svoltosi innanzi alla Corte d’Assise di Campobasso, nel quale Di Pietro era il legale di parte civile per l’omicidio – avvenuto nel 2002 – di Giuliana D’Ascenzo, una sua amica e compaesana di Montenero di Bisaccia.Sul banco degli imputati, il marito della vittima, Pasqualino Cianci, che lo stesso Di Pietro aveva in precedenza difeso.
La D’Addario mente, spudoratamente. La Repubblica (delle pere) e l’Espresso fanno l’ennesima figuraccia. Silvio, siamo sempre con te!

Leggendo e ascoltando la seconda puntata delle registrazioni illegali - prodotte e diffuse illecitamente (articolo 684 del C.p.) da la Repubblica ( delle pere) e l’Espresso si ha la sensazione che quelle frasi gracchianti e smozzicate (per quel che se ne può cogliere più dalle trascrizioni che dall’audio, in verità) siano un boomerang per gli accusatori di Silvio Berlusconi e un formidabile assist per la sua difesa.
Nella prima conversazione catturata dal microfono indiscreto nascosto nelle mutande della avvenente showgirl barese, Giampaolo Tarantini, il suo “caporale” le spiega: “Lui non ti prende come escort, capito? Lui ti prende come un’amica mia, che ho portato…“.
Dunque Berlusconi non sa che la D’Addario è una professionista a pagamento ma, semplicemente, un’amica di Tarantini.
Inoltre si scopre come la D’Addario ha mentito spudoratamente nell’intervista apparsa nel Sunday Times e poi riprese da la Repubblica (delle pere). (Tutti e due i quotidiani , accreditando la sua tesi, l’hanno preso in quel posto “dove non batte il sole”.i)
La fantasiosa ragazza – non più tanto ragazza- di Bari eccitava gli inglesi raccontando il premier amante infaticabile:
“Non ho mai dormito, era instancabile”. E aggiungeva “Berlusconi fece una mezza dozzina di docce ghiacciate durante la notte e io l’ho raggiunto sotto la doccia su sua richiesta. Per questo mi è andata via la voce”.
Balle.
Tanto che nelle registrazioni che Repubblica aveva già rivelato la verità si capovolge. Berlusconi telefona alla D’Addario il giorno dopo quella notte, la trova senza voce e si chiede perché. E lei risponde:
“Sai perché? Perché ho fatto al doccia 10 volte con l’acqua ghiacciata, perché avevo caldo”.
Dunque non è stato Berlusconi a costringerla alla doccia ghiacciata come il Sunday Times e poi Repubblica- smentendo se stessa- avevano creduto. Ma era stata la D’Addario a scegliere di rinfrescarsi così. Se ha dovuto rivelarlo a Berlusconi il mattino dopo ci sono solo due possibilità: o il premier non ha trascorso tutta la notte con la escort o se erano nella stessa stanza e nello stesso letto, lui dormiva mentre la escort faceva le docce ghiacciate.
E se ha mentito su questo, la D’Addario, su quante altre cose lo ha fatto?
Ovviamente non verremo di certo sapere la risposta da la Repubblica (delle pere).
Ma il caso eccita e fa impazzire anche un altro quotidiano che vorrebbe coprire la stessa area di Repubblica: Il Riformista di Antonio Polito
“Il dovere di informare dovrebbe fermarsi sulla soglia del buco della serratura, o dell’origlio. Nel senso che il guardonismo è superfluo quando non aggiunge informazioni. E di conseguenza, rischia di essere morboso”.
Giusto. Ma è un po’ irreale trovare scritta questa considerazione in un quotidiano che pur guardando dal buco della serratura di chi stava guardando dal vero buco della serratura (L’Espresso), decide di dedicare alla visione non una breve a pagina 18, ma l’apertura del quotidiano regalando ai suoi lettori ogni particolare. . Parole nobili quelle di Polito, che così termina
“Che si chiami Silvio Berlusconi, nulla toglie al suo diritto di cittadino di vedere protetto almeno quell’ultimo simulacro di privacy che è la camera da letto”.
Cavoli suoi insomma. Di cui non si capisce perchè, pruriginosità e scoop giornalistico a parte, ci occupiamo tanto. Visto che ognuno è libero di far l’amore con chi crede. Specie se lo fa a casa sua, non lede il diritto di nessuno, non configura un’ipotesi di reato, non offende nè il decoro, nè la decenza di chicchessia. Paradossalmente, chi rivela questi episodi (posto che siano veri) rende pubblico un fatto diversamente riservato e irrilevante. E il fatto che il protagonista sia il premier non può diminuire i suoi diritti alla vita privata e alla privacy rispetto ad ogni altro cittadino.
Silvio !

L’uomo è un mito autentico, indistruttibile:
“Non sono un santo, speriamo lo capiscano anche quelli di Repubblica”.
“Il presidente a vita della Lombardia ha usato per descrivere il territorio la parola “antropizzato”. Non è una bella parola. Ci sono un sacco di belle figliole e di imprenditori”.
Gli “attacchi personali non mi toccano”, “Chi mi attacca è perché non ha altre critiche da fare al governo”.
“Cercano di far fuori la persona perché non hanno altri argomenti..ma queste cose non mi toccano minimamente”.
E noi questo volevamo sentire.
Salviamo il lago Paiolo!

Il giorno 23/3/2009, il Consiglio Comunale di Mantova ha approvato in via definitiva il piano attuativo “Nuovo Ospedale” che prevede la distruzione di oltre 11 ettari (110.000 METRI QUADRI) di verde situati nella zona di fronte al nuovo ospedale comprendendo anche l’area del rivo Lago Paiolo, ultimo resto di un ambiente antichissimo e tipicamente mantovano per flora e fauna.
Tutto ciò verrà distrutto per realizzare un grande supermercato di fronte all’area dell’ospedale, più numerose strutture adibite ad uffici, uno studentato, un albergo, un parcheggio, e vari condomini (a 5 piani per oltre 16 mt di altezza) per una possibilità totale di centinaia di persone.

Siamo un gruppo di persone che vogliono ottenere la revoca di questa scelta dissennata ed assurda (centinaia di nuovi appartamenti, costruiti in tutta Mantova, sono VUOTI !!!).
Abbiamo fatto e stiamo preparando altre iniziative per sensibilizzare i mantovani (rivelatisi molto spesso all’oscuro di questo progetto) e far sentire la nostra voce.
La speranza è che facendoci vedere numerosi e determinati riusciremo a fermare un piano di lottizzazione semplicemente assurdo.
1) Viene DISTRUTTA un’area verde unica, contenente gli ultimi esemplari della originale flora lacustre mantovana.
In origine appartenente al Parco del Mincio la zona è stata “stranamente” riqualificata come “area edificabile”.
2) Di tutto si sente la mancanza, nella provincia mantovana, tranne che di NUOVE CASE E CONDOMINII, si calcola che siano MIGLIAIA quelli NUOVI e ANCORA DISABITATI.
3) Senza dimenticare che la popolazione di Mantova negli ultimi trent’anni è scesa da 60.000 a 46.000 abitanti.
La domanda sorge spontanea: “Cui prodest?” (A chi giova tutto questo ?).
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Il “nuovo PD”: una storia già vista

Rieccoci al punto di partenza. PCI, PDS, DS e ora PD. Tutte trasformazioni dove si è sempre innalzato il vessillo del cambiamento, del riformismo , del progressismo… Ma dove in realtà più si andava avanti e più si tornava indietro. Tant’è che oggi il centro-sinistra italiano si ispira al “riformismo del no” (si facciano le riforme, ma non si deve cambiare nulla) e si ritrova alleata con la CGIL che più conservatrcie di lei non c’è.
I leader del PD , intenti a dipingersi da soli come gli unici in grado di cambiare l’Italia, non si accorgono che il Cambiamento è già in atto da un anno, grazie al governo del Popolo della Libertà e della Lega Nord e non si accorgono che sono gli unici a rimanere indietro.
Ecco le novità del pacchetto anti-crisi
Scudo fiscale-ter, mini stretta sulla previdenza a partire dall’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego: il pacchetto di emendamenti presentati dal Governo e dai relatori al decreto legge anticrisi è corposo e include le misure assai varie. Temi importanti si mescolano tra l’altro a misure legate a settori specifici e così si va dai fondi per l’Enav alla stretta sul commercio per gli ambulanti e ai giochi.
Ecco le novità principali.
Rimpatrio per capitali extra Ue – I capitali che si trovano nei Paesi extra Ue dovranno essere rimpatriati, mentre quelli che si trovano in Paesi dell’Unione europea potranno essere sia regolarizzati (lasciandoli all’estero) sia rimpatriati.
Aliquota al 5% – Nel testo non si fa riferimento esplicito una aliquota ma si riporta la formula di tassazione: “L’imposta si applica su un rendimento lordo presunto – si legge nelle relazione tecnica – in ragione del due per cento annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un aliquota sintetica del cinquanta per cento per anno comprensiva di interessi e sanzioni”.
Tempi regolarizzazione – La regolarizzazione delle attività “finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008” potrà avvenire dal 15 settembre 2009 al 15 aprile 2010.
Fuori i reati - L’ombrello fiscale, nell’ultima versione, riguarda solo l’omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele.
Pensioni, mini stretta da 2015 – Arriva una mini-stretta per le pensioni, che partirà dal primo gennaio 2015 e comporterà al massimo tre mesi di aumento dell’età pensionabile.
Donne P.A. da 2018 in pensione a 65 anni – Si parte nel 2010 e l’innalzamento sarà fatto nella misura di un anno ogni due. I risparmi confluiscono nel fondo strategico per il Paese a sostengo dell’economia reale istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri.
Risorse a Sanità – Una quota del gettito della regolarizzazione (267 milioni in 2 anni) andrà a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale delle diverse regioni in proporzione all’emersione.
Patto stabilità – Maglie più larghe per gli enti locali sul fronte del rispetto del patto di stabilità interno, ma solo per chi nel 2008 è stato ‘virtuoso’ e vuole investire.
Scende tassa oro – La tassa sulle plusvalenza scende dal 6% al 1%. L’imposta, poi, non sarà retroattiva.
Sanità – Nuova proroga al 15 ottobre per la stipula dell’intesa Stato-Regioni, cui è subordinata il finanziamento integrativo al Servizio sanitario nazionale.
Stretta su massimo scoperto – Il tetto dello 0,5% sul massimo scoperto comprende anche l’eventuale sconfinamento, mentre i giorni di valuta per gli assegni saranno solari e non più lavorativi.
Sicurezza voli – Per i costi sostenuti per garantire la sicurezza operativa, all’Enav andranno 12,2 milioni di euro nel 2009. Ai quali si aggiungono 8,8 milioni di euro nel 2009 e 21,1 milioni l’anno nel triennio 2010-2012 per l’ammodernamento di alcuni aeroporti.
Stretta su ambulanti - Le licenze potranno essere rilasciate solo a chi dimostrerà di essere in regola con il versamento dei contributi.
Rifiuti - Entro sei mesi dovranno arrivare le norme per la tracciabilità dei rifiuti.
Giochi – Cambio in corsa per le norme che regoleranno il rilascio della concessione per la gestione delle lotterie tradizionali e delle “Gratta e Vinci”.
Università, arriva la riforma. Gelmini: Bisogna avere coraggio. Tutti i cambiamenti
Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha illustrato oggi i contenuti della riforma dell’Università. “Bisogna avere coraggio di cambiare l’Università – ha affermato –, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e le Università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili”.
Ecco i CONTENUTI del disegno di legge:
- Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.
- Come è: università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi;
- Come sarà: ci sarà la possibilità di unire e federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per abbattere costi e aumentare la qualità.
- Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme secondo criteri nazionali concordati tra Miur e Tesoro.
- Come è: i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei;
- Come sarà: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiori trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio.
- Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 a circa la metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).
- Come è: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;
- Come sarà: saranno ridotti per evitare che si formino micro settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.
- Delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca al fine di creare un vero sistema di formazione di terzo livello sia per l’accademia che per le imprese. (segue)
Per quanto riguarda la GOVERNANCE si prevede:
- Adozione di un codice etico.
- Come è: non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni;
- Come sarà: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele.
- Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.
- Come è: ogni università decide il numero dei mandati;
- Come sarà: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni con valenza retroattiva.
- Distinzione netta di funzioni tra Senato e cda, il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.
- Come è: attualmente vi è confusione e ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l’assunzione della responsabilità nelle scelte;
- Come sarà: Il senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.
- Limiti di 35 membri nel Senato e di 11 nel cda per superare assemblearismo e paralisi;
- Come è: il senato è composto anche da più di 50 persone e il Cda da 30;
- Come sarà: sarà ridotto il numero di membri del senato a un massimo di 35 e del cda a 11 per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati.
- Cda fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni.
- Rafforzamento del peso della rappresentanza studentesca in Senato e cda.
- Introduzione di un direttore generale al posto del direttore amministrativo.
- Come è: oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;
- Come sarà: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell’ateneo.
- Nucleo di valutazione d’ateneo a maggioranza esterna.
- Come è: i nuclei di valutazione sono oggi a maggioranza composti da docenti interni;
- Come sarà: il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.
- Semplificazione della struttura interna degli atenei.
- Come è: si sovrappongono organi quali il consiglio di corso di studio, il consiglio di dipartimento, la facoltà;
- Come sarà: saranno razionalizzati gli organi evitando sovrapposizioni (segue)
Misure previste per il RECLUTAMENTO e lo STATO GIURIDICO DEI DOCENTI:
- Commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e per la prima volta anche stranieri.
- Come è: le università posso assumere nuovi professori senza un filtro nazionale;
- Come sarà: una commissione nazionale autorevole dovrà abilitare coloro che sono abilitati a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti.
- Le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione.
- Attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto sulla base di criteri di qualità stabiliti con Dm sulla base di pareri dell’Anvur e del Cun.
- Come sarà: la commissione nazionale, composta anche da docenti stranieri, dovrà esprimersi a favore della domanda di abilitazione. Non ci saranno limiti al numero di abilitazioni.
- Incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilità. Oggi la mobilità è spesso resa difficile dai costi che il docente deve sostenere per trasferirsi.
- Procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.
- I professori dovranno svolgere 1500 ore annue di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti.
- Come sarà: Viene per la prima volta stabilito un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.
- Scatti stipendiali solo ai professori migliori.
- Come sarà: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi
Per il DIRITTO ALLO STUDIO delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilità.














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