Archive for Dicembre 2008
Guerra continua – Israele rifiuta la tregua e colpisce gli uffici di Ismail Haniyeh

Pubblico un pezzo di Barry Rubin apparso sul “Jerusalem Post” che fa il punto sugli scenari di guerra e sulla strategia militare e mediatica di Hamas.
Barry Rubin* per il “The Jerusalem Post”
Non c’è più niente di chiaro nella strategia di Hamas. L’organizzazione offre a Israele di scegliere tra due ipotesi: subire l’attacco dei razzi e quello dei media, e pensa che la situazione attuale si possa riassumere così: “Noi vinciamo o voi perdete”.
A. Il “cessate il fuoco”. Termina il “cessate il fuoco” e Hamas cerca di ottenere pace e tregua necessari a incrementare il suo esercito e consolidare il suo potere a Gaza. Israele garantisce gli approvvigionamenti a patto che non ci siano altri attacchi. Dal punto di vista pragmatico del mondo occidentale questa sarebbe una grande occasione per mettere un freno alla crisi in atto. Ma Hamas non è un’organizzazione pragmatica di stampo occidentale. I suoi nemici sono proprio la pace e la tregua, non solo a causa della sua ideologia – la sfera divina gli comanda di distruggere Israele – o per la sua immagine – di eroi e martiri – ma anche perché il suo esercito ha bisogno di reclutare affiliati tra le masse per una guerra permanente, e quindi deve guadagnarsi il consenso della popolazione. Hamas non ha alcun programma per lo sviluppo del benessere del popolo palestinese. Non vuole educare i bambini a diventare dottori, insegnanti, o ingegneri. La sua piattaforma politica si sviluppa intorno a un solo punto: guerra, guerra, una guerra senza fine, fatta di sacrificio, eroismo, e martirio fin quando non sarà raggiunta la vittoria totale. Così finisce l’ipotesi “cessate il fuoco” .
Interruzione delle pubblicazioni
Mi scuso con i lettori per l’interruzione della regolare attività del blog, che comporterà l’assenza di nuove pubblicazioni sino al 7/01/09 . Buone feste e buon anno.
Brunetta: 8 mesi di fatti, sfido a duello chi mi critica

http://www.innovazionepa.gov.it/ministro/pdf_home/pacchetto_natale_08.pdf
“Ho dimostrato 8 mesi di fatti, non parole, non spot. Sfido a duello politico, a duello cartaceo o informatico, tutti i miei critici che hanno detto che in questi mesi ho fatto soltanto degli spot a verificare se quanto dico non e’ vero”. Illustrando alla stampa i risultati ottenuti da quando e’ alla guida del ministro della Funzione pubblica e dell’innovazione, il ministro Renato Brunetta lancia la sfida a chi lo definisce “Brunetta populista, Brunetta annuncio”, e aggiunge: “La riduzione dell’assenteismo nella Pubblica amministrazione non e’ uno spot ma e’ un fatto. La trasparenza e il taglio delle consulenze non e’ uno spot ma e’ un fatto, il rinnovo del contratto del Pubblico impiego, realizzato in tre mesi cosa mai successa dal 1993, e’ un fatto non uno spot. E cosi’ per le tante altre cose realizzate: le agenzie, le reti amiche, l’innovazione, sono fatti non spot. Io penso che in 8 mesi nessun altro dei miei predecessori possa aver realizzato altrettanto”.
Quindi, ripete il ministro, “ai miei critici rispondo con i fatti, mentre agli italiani rispondo con la mia azione. Continuero’ a rivolgermi alla gente per raccontare fatti, fatti, fatti, non per fare spot”.
Una scarpa dirige il Manifesto
Il Manifesto ha nominato direttore onorario Montazer al Zaidi (il “tiratore di scarpe” a Bush). Facendolo, ha scelto di fomentare l’odio e l’ostilità. Si può condividere o avversare la politica estera americana e – in particolare – quella di Bush – ma la redazione di un giornale non può osannare un gesto tanto rabbioso (oltre che volgare, perché a farlo è giornalista nel corso di una conferenza-stampa, vale a dire mentre lavora) come espressione di democrazia.
Come ha ricordato qualche giorno fa Fabrizio Rondolino, la scarpa tirata a Bush è la più grande vittoria di Bush: avrebbe al Zaidi o un altro contestatore potuto tirare scarpe sotto Saddam?
D’Alema il profeta
BRUNETTA: Il Senato ha approvato una riforma epocale della Pubblica Amministrazione

“Si tratta di una riforma epocale per avere finalmente nel nostro Paese una pubblica amministrazione efficiente, trasparente, competente e responsabile”. Lo ha affermato il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, commentando l’approvazione al Senato del disegno di legge sulla riforma della Pubblica Amministrazione del quale ti proponiamo un’analisi degli articoli che lo compongono.
RELAZIONI SINDACALI E CONCORSI
L’articolo 1 definisce i seguenti obiettivi del disegno di legge: convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali; miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle procedure della contrattazione collettiva; introduzione di sistemi interni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture amministrative, finalizzati ad assicurare l’offerta di servizi conformi agli standard internazionali di qualità; valorizzazione del merito e conseguente riconoscimento di meccanismi premiali; definizione di un sistema più rigoroso di responsabilità dei dipendenti pubblici; introduzione di strumenti che assicurino una più efficace organizzazione delle procedure concorsuali su base territoriale. Al riguardo, è stata approvato un emendamento che valorizza il requisito della residenza dei partecipanti ai concorsi pubblici, qualora ciò sia strumentale al migliore svolgimento del servizio.
RIFORMA ARAN
L’articolo 2 è stato migliorato nei suoi contenuti recependo le utili proposte avanzate anche dall’opposizione, in particolare prevedendo decreti legislativi attuativi in materia di contrattazione collettiva e integrativa. Esso prevede che verranno precisati gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati rispettivamente alla contrattazione collettiva e alla legge, ferma restando la riserva in favore della contrattazione collettiva sulla determinazione dei diritti e delle obbligazioni direttamente pertinenti al rapporto di lavoro; che saranno riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle
specificità sussistenti nel settore pubblico; che sarà riformata l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi della medesima Agenzia; che sarà semplificato il procedimento di contrattazione anche attraverso l’eliminazione di quei controlli che non sono strettamente funzionali a verificare la compatibilità dei costi degli accordi collettivi.
Di Pietro il sondaggista

Anche in Abruzzo , nonostante il risultato , Di Pietro ha dimostrato di non valere assolutamente nulla. In una sua dichiarazione, il leader dell’Italia dei valoribollati , aveva infati detto che
«Berlusconi dà i numeri e dà di testa. Infatti mente sapendo di mentire. Anche noi abbiamo i nostri sondaggi e sappiamo che la coalizione guidata da Carlo Costantini è quasi 5 punti avanti rispetto a quella guidata da Chiodi. Questo continuo mentire di Berlusconi dimostra che vuole taroccare i voti e prendere in giro gli abruzzesi»
Quindi è Berlusconi che mente? O è Di Pietro che mente?
I risultati ufficilai del Ministero dell’Interno ( Gianni Chiodi 48% , Carlo Costantini 42%) indicano come vera la seconda opzione.
Quindi mi sento in dovere di fare una raccomandazione a Tonino Di Pietro: evita di dare del bugiardo a qualcuno per poi doverti rimangiare tutto… Questo comportamente potrebbe far pensare (giustamente) che tutte le accuse che quotidianamente lanci a Berlusconi siano anch’esse delle cazzate. Quindi , come direbbe Feltri , sei solo un bamba…
I risultati del buon Governo

Il Centrodestra conquista l’Abruzzo , Democratici a picco, avanza Di Pietro

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DELLE ELEZIONI REGIONALI IN ABRUZZO
Primi dati: Pdl in vantaggio
Dopo lo scrutinio di 111 sezioni su 1625 il candidato del centrodestra Chiodi è al 51,55%, Costantini al 40,26%
-Il Pdl è in vantaggio alle regionali in Abruzzo secondo i primi dati parziali forniti dal ministero dell’Interno: dopo lo scrutinio di 111 sezioni su 1.625 il candidato presidente del Pdl Gianni Chiodi è al 51,55% contro il 40,26% del candidato del centrosinistra, il dipietrista Carlo Costantini. In base alle proiezioni realizzate dall’emittente televisiva Rete8, su un campione di 100 sezioni su 1625, il candidato presidente del centrodestra sarebbe al 48,75% contro il 42% del candidato del centrosinistra Carlo Costantini. Il margine di errore previsto per tale proiezione è del 4%. Per quanto riguarda gli altri candidati questi i dati: Rodolfo De Laurentiis (Udc-Udeur) 5,25%; Teodoro Buontempo (La Destra) 2,50%; Ilaria del Biondo (partito dei Comunisti lavoratori) 1,00%; Angelo Di Prospero (Per il bene comune) 0,50%.
- Intanto il dato certo è l’altissima astensione: alle urne si è recato il 52,98% degli aventi diritto. Nelle precedenti elezioni regionali, quelle del 2005, aveva votato il 68,58%. Allora presidente risultò eletto l’europarlamentare Ottaviano Del Turco che ebbe di gran lunga la meglio su Giovanni Pace (An), presidente uscente.
Gazebo Pdl: anche Mantova fa la sua parte
Nonostante il freddo e la pioggia anche qui a Mantova la sezione di Forza Italia si è impegnata per far partecipare i cittadini alla formazione della nuova classe dirigente del Pdl, che parteciperà ai lavori della prima assemblea congressuale nazionale del Popolo della Libertà.
“Ancora una volta gli italiani e i nostri simpatizzanti hanno risposto nel migliore dei modi a questo nuovo modo di far politica, che coinvolge direttamente il popolo nelle scelte del partito. Se in un week end martellato dalla pioggia e dal freddo, con una situazione ancor più grave a Roma, dove si è rischiata l’esondazione del Tevere, quasi un milione e 800 mila persone si sono recate presso i gazebo per partecipare alla formazione della nuova classe dirigente del Pdl, rappresentata dalla platea congressuale del Pdl, vuol dire che non solo gli italiani continuano a sostenere convintamente la svolta impressa da Silvio Berlusconi il 14 aprile scorso, con la scelta di unire sotto un unico simbolo quasi tutto il popolo del centrodestra, ma che essi reagiscono positivamente ogni qual volta vengono coinvolti direttamente nelle scelte da operare. E’ chiaro che un simile, straordinario risultato provvisorio rappresenta anche un innegabile viatico per l’eccezionale lavoro svolto fin qui dal governo Berlusconi”. Lo ha dichiarato il Coordinatore nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, commentando il dato parziale di affluenza ai gazebo per l’elezione dei delegati che si riferisce alle 16 di domenica.



















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