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Minori e immigrati, dalla Cassazione sentenze fuori dal mondo

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Roberto Cota – Presidente dei deputati Lega Nord

“Si tratta di una sentenza assolutamente fuori dal mondo cioè fuori dal contesto storico nel quale viviamo e dalle esigenze di difesa sociale percepite dall’opinione pubblica”. Così il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, ha commentato la decisione della Corte di Cassazione di ridurre la condanna a 5 anni a una madre rom che portava i figli minorenni a fare accattonaggio. “Il Governo e il Parlamento lavorano per combattere lo sfruttamento dei minori rendendo con le leggi sempre più difficile questa pratica. I giudici della Cassazione vanno nella direzione opposta annullando precedenti sentenze di condanna. Ovviamente bisognerà leggere con attenzione le motivazioni, ma quello che trapela è incredibile. Come si può giustificare il comportamento di chi sfrutta i minori per l’accattonaggio sostenendo che in certe comunità è una pratica radicata? Chi arriva da noi – ha sottolineato Cota – deve rispettare le nostre regole e non viceversa. Queste sono le cose della giustizia che non vengono capite dalle gente”.

Per Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani. “Le continue sentenze della Cassazione fanno a pugni con il comune sentire dei cittadini. Quello che ci chiediamo è se la magistratura sia ancora un baluardo della legalità oppure il fortino dell’eversione. Dalla droga all’immigrazione, l’attività della Cassazione sembra più orientata a difendere le situazioni criminogene e non i cittadini. E’ arrivato il momento di mettere mano a queste storture frutto di una cieca ideologia progressistà”.

Roberto Mirabile – Presidente “La caramella buona Onlus”

Da domani tutti i bimbi rom potranno elemosinare in compagnia di mamma e papà e “perché no, potrebbero cominciare proprio davanti la Cassazione di Napoli che a questo punto potrebbe riconoscere loro contributi e tasse. Unica raccomandazione? Rispettare l’orario di lavoro: dalle 9 alle 13″. E’ la polemica presa di posizione dell’associazione ‘La caramella buona onlus’, impegnata contro la pedofilia e i crimini sui minori da oltre dodici anni, dopo la sentenza della Cassazione che ieri ha annullato una sentenza della Corte d’Appello di Napoli che aveva condannato Mia, una madre rom scoperta a fare accattonaggio con il figlio. La Cassazione ha deciso che una madre dedita all’accattonaggio in compagnia dei figli piccoli risponde di maltrattamenti ma non di riduzione in schiavitù se il “lavoro” è limitato all’orario d’ufficio, dalle 9 alle 13, poiché “l’elemosina costituisce una condizione di vita tradizionale molto radicata nella cultura e nella mentalità di alcune popolazioni”.

E’ una vergogna – afferma Roberto Mirabile, presidente della Onlus – ogni giorno lavoriamo per la completa tutela dell’infanzia, per la corretta informazione sui fenomeni riguardanti minori al fine di far trionfare il buon senso e la giustizia. Sentenze del genere avviliscono”. Secondo la Onlus l’accattonaggio, “riconosciuto in questo caso occupazione lavorativa a tutti gli effetti, non trova ostacoli e viene addirittura quasi favorito poiché allontanato dal concetto di riduzione in schiavitù”, mettendo da parte l’integrazione e la tutela dei bambini.

“Di fronte simili decisioni decade il concetto di esempio e ancora una volta diventa inammissibile pensare ad una sana integrazione sociale da parte di popoli stranieri – continua La Caramella Buona Onlus – facciamo tanto per salvaguardare la vita dei bambini e poi li mandiamo, legittimamente, a lavorare per far compagnia ai genitori, solo che non si tratta di un ufficio, ma della strada, abbandonati a loro stessi, usati per impietosire passanti distratti, disinteressati nel più fortunato dei casi”.

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