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Non devi subire i media, siilo!

Archive for Novembre 2008

Parabola e martello, la nuova crociata del Pd

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Tratto da www.loccidentale.it

Da due giorni Sky Tg 24 conduce una martellante campagna contro l’intenzione del governo di aumentare dal 10 al 20 per cento l’iva sugli abbonamenti alla tv satellitare. Lo si può capire, nessuna azienda festeggia l’aggravio di tasse sui suoi prodotti, anche se il tono con cui Tom Mockridge conduce la sua battaglia sembra un po’ troppo stentoreo e minaccioso.

Sky ha comunque buone ragioni da accampare: le aziende che operano sul fronte delle tecnologie avanzate andrebbero alleviate di tasse e balzelli perchè sono all’avanguardia nel produrre sviluppo e occupazione. E sebbene Sky operi da anni in condizione di sostanziale monopolio si è dimostata in grado di crescere oltre ogni previsione. Non fosse per il fatto che il governo è costretto a raschiare il fondo del barile, verrebbe da dire che quelle risorse sarebbe meglio trovarle altrove.

Quello che invece stupisce fino ad essere esilarante è il fatto che il Tg3 batta sulla stessa notizia con foga addirittura maggiore della stessa Sky: l’aumento dell’Iva per le famiglie “parabolate” è diventato una specie di ossessione per l’ex TeleKabul e poi a ricasco per tutta la sinistra.

Il Pd veltroniano ne ha fatto subito la sua nuova crociata: “giù le mani dagli abbonati Sky”, in nome ovviamente del mai sepolto conflitto di interessi (anche se l’aumento riguarda pure Mediaset) e con la la pretesa di dimostrare che il governo che doveva abbassare le tasse invece le aumenta. Come se la pay-tv fosse un bene di prima necessità di cui nessuno può fare a meno.

Ma la cosa più incredibile è che questa difesa in armi di 4 milioni di famiglie che si troveranno 4 euro in più al mese sul conto televisivo arriva dopo settimane in cui, Tg3, l’Unità, e di nuovo tutti i vertici del Pd hanno sputato contro i 40 euro al mese che il governo intende dare alle famiglie più povere. Quei 40 euro per Veltroni & Co. sono una vergognosa elemosina, una carità pelosa, un ricordo osceno delle vecchie tessere annonarie di mussoliniana memoria. Invece 4 euro in più alle famiglie munite di parabola e magari di schermo al plasma sono un ignominioso salasso, un tradimento delle promesse elettorali.

Ovviamente la sinistra fa i conti con le proprie tasche prima che con quelle dei cittadini: 40 euro, per chi ci compra due etti di pata negra nella boutique alimentare sotto casa al centro di Roma o Milano, sono in effetti “un elemosina”. E non si pensa che con quei 40 euro in un discount di periferia ci si riempie il carrello. Mentre aumentare l’Iva a Sky (e a Mediaset) non è un modo come un altro per finanziare quel genere di misure, ma solo e sempre la vendetta del Caimano.

Written by marcorouge

30 Novembre 2008 alle 7:32 pm

Minori e immigrati, dalla Cassazione sentenze fuori dal mondo

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Roberto Cota – Presidente dei deputati Lega Nord

“Si tratta di una sentenza assolutamente fuori dal mondo cioè fuori dal contesto storico nel quale viviamo e dalle esigenze di difesa sociale percepite dall’opinione pubblica”. Così il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, ha commentato la decisione della Corte di Cassazione di ridurre la condanna a 5 anni a una madre rom che portava i figli minorenni a fare accattonaggio. “Il Governo e il Parlamento lavorano per combattere lo sfruttamento dei minori rendendo con le leggi sempre più difficile questa pratica. I giudici della Cassazione vanno nella direzione opposta annullando precedenti sentenze di condanna. Ovviamente bisognerà leggere con attenzione le motivazioni, ma quello che trapela è incredibile. Come si può giustificare il comportamento di chi sfrutta i minori per l’accattonaggio sostenendo che in certe comunità è una pratica radicata? Chi arriva da noi – ha sottolineato Cota – deve rispettare le nostre regole e non viceversa. Queste sono le cose della giustizia che non vengono capite dalle gente”.

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Ecco come la sinistra al governo tartassò precari , poveri e famiglie

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La sinistra ironizza sulla social card: “È un’elemosina” secondo il Pd; Rosy Bindi la definisce “un pannicello caldo”. Per Guglielmo Epifani “è uno strumento usato da Roosevelt negli anni Trenta, non puoi introdurre nel nuovo millennio una cosa di 60 anni fa”.

A Paolo Ferrero (Rifondazione) ricorda invece le tessere annonarie del fascismo, e per questo va comunque bocciata. Ma che cosa ha fatto la sinistra, quando era al governo, per i meno abbienti, per i precari, per chi rischia il lavoro? E che cosa sta effettivamente facendo il governo Berlusconi? Vediamo punto per punto.

La card esiste in mezzo mondo

Quello che secondo Epifani è uno strumento di 60 anni, ed a Ferrero ricorda il fascismo, è invece un modo di intervento che si sta diffondendo nei paesi più evoluti. Una carta ricaricabile per meno abbienti o per i giovani a basso reddito esiste in Gran Bretagna, Polonia e Olanda, con le stesse caratteristiche della social card italiana. Negli Usa è stata riavviata nel 1961 e dal primo ottobre di quest’anno è mirata agli acquisti di viveri per le persone a basso reddito. Un’altra card lanciata dalla Croce Rossa si è rivelata determinante dopo l’uragano Katrina. Lo stato della Georgia la utilizza per il supporto all’infanzia e per evitare alle famiglie bisognose le spese dei conti bancari. Epifani e Ferrero farebbero bene ad informarsi.

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Le novità contenute nel decreto Gelmini sull’università

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In materia di reclutamento di professori il decreto legge sull’Università, secondo la sintesi diffusa del ministero dell’Istruzione, indica che «le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari di prima e seconda fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva fino ad ora, da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Si evita così il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare».

Reclutamento Quanto al reclutamento ricercatori, «in attesa di un riordino organico del sistema di reclutamento dei ricercatori universitari le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso saranno composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale». In materia di buona gestione degli atenei, «le università con una spesa per il personale troppo elevata (più del 90% dello stanziamento statale) non potranno effettuare nuove assunzioni

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Tremonti spiega la social card

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PRESENTAZIONE CARTA ACQUISTI

La social card costerà a regime 450 milioni di euro e interesserà circa 1 milione e 300 mila persone. E’ quanto ha dichiarato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi insieme al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti.

Tremonti ha innanzitutto voluto precisare che non si tratta di un intervento caritatevole. “Abbiamo scelto lo strumento della carta acquisti anonima in alternativa rispetto alla distribuzione fisica di denaro perché su questo supporto si aggiungono altre voci. La prima è lo sconto delle catene commerciali convenzionate con questo programma. La carta serve anche ad accedere alle tariffe sociali dell’Enel”, ha spiegato il ministro.

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Piano per le imprese

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Questi sono gli interventi di emergenza, cosiddetti pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea, per aiutare le imprese italiane e la ripresa del lavoro e dell’occupazione.

  • Lavoro ed aiuto alla disoccupazione.

A causa della crisi l’occupazione potrà diminuire ancora. Il governo non ha intenzione di stare a guardare, ha deciso di sostenere i redditi di chi dovesse restare senza lavoro. Con un emendamento sono stati stanziati 620 milioni di euro per la cassa integrazione straordinaria. Gli ammortizzatori sociali funzioneranno. Sono allo studio anche un “bonus disoccupazione” e l’estensione degli ammortizzatori sociali ai precari.

  • Imprese.

Per difendere l’occupazione bisogna sostenere le imprese di tutte le dimensioni ed in questa direzione il governo interverrà e si stanno studiando di sgravi fiscali sugli utili reinvestiti in ricerca, innovazione e sviluppo. Un’altra misura allo studio è la cosiddetta “Iva di cassa”, grazie alla quale l’imposta sarebbe pagata dalle aziende solo al momento dell’incasso della fattura e non al momento dell’emissione.
Inoltre è indispensabile che la crisi non induca le banche a negare il credito alle imprese in questa fase cruciale: l’obiettivo può essere realizzato con un sistema di garanzie pubbliche per i prestiti destinati a sostenere la produzione.
Sempre al fine di sostenere l’industria meccanica, particolarmente colpita dalla crisi, saranno prorogati per il 2009 gli incentivi alla rottamazione di auto e moto, in scadenza al 31 dicembre di quest’anno.

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Piano per le famiglie : un’altra risposta del Governo alla crisi

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Sono giornate decisive per gli aiuti alle famiglie e alle imprese, oltre che per far decollare il piano destinato a tempi brevissimi a far ripartire le infrastrutture. Va precisato che non si tratta di una Finanziaria-bis dettata dalla crisi economica, ma di un intervento di emergenza, un pronto soccorso cash che il governo mette in campo in coordinamento con l’Unione europea.

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2 – Dove sta lo scandalo se si vuole insegnare l’Italiano ai bambini stranieri?

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Pubblico un bellissimo commento ricevuto in risposta all’articolo precedente.

Dove sta lo scandalo se si vuole insegnare l’Italiano ai bambini stranieri?

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Marisa Moles (marisamoles.wordpress.com)

Insegno Lettere in un liceo scientifico e da anni mi occupo anche di educazione interculturale. Non solo: ho fatto parte di un’equipe di docenti che hanno elaborato un progetto sulla mondialità che comprendeva, oltre ad alcune attività volte a valorizzare il concetto di identità personale degli allievi, letture tratte da autori più o meno recenti, europei ed extracomunitari. Il progetto, durato due anni scolastici, comprendeva anche un Pen Pal Project (scambio epistolare via e-mail) tra i nostri allievi e quelli di una scuola de Il Cairo).

Ho dovuto fare questa premessa non per fare sfoggio di bravura, ma perché chi mi legge sia convinto che io sia una persona particolarmente sensibile nei confronti delle identità altrui, attraverso le quali certamente i nostri studenti sono in grado di comprendere meglio anche la propria, cogliendone le differenze ma anche apprezzando le peculiarità di culture diverse.

Detto ciò, forse sarà impossibile credere che io sia favorevole all’istituzione di classi – ponte per stranieri. Eppure è così, e non sono né leghista né fascista, sono solo un’insegnante che sa cosa vuol dire lavorare con degli stranieri che non conoscono o conoscono assai poco la lingua italiana.

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Written by marcorouge

21 Novembre 2008 alle 11:11 pm

Dove sta lo scandalo se si vuole insegnare l’Italiano ai bambini stranieri?

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di marcorouge

E’ stata approvata alla Camera la mozione , presentata dalla Lega , relativa all’accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo. E’ stato un dibattito convulso, teso, impegnativo.Purtroppo negli interventi della sinistra si è scelta la strada più facile: accusare il governo di razzismo , di voler segregare i bambini immigrati, di non volere l’integrazione degli stranieri in Italia.Molti giornali hanno accreditano questa tesi, con titoli tipo quello del Corriere della sera o di Repubblica: «Sì alle classi separate per stranieri» o «A scuola classi solo per immigrati».

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Tagli nei conti pubblici? Meno dirigenti e meno auto blu

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Riduzione delle spese della politica, come quelle per gli organi collegiali, e taglio del 20% del dirigenti più alti in grado. Ma anche il dimezzamento delle spese della carta impiegata per relazioni e pubblicazioni, un uso più deciso delle e-mail per ridurre le spese postali, un turn-over pari al solo 10% per il personale in uscita (che sale al 20% per le università) nonché il contenimento delle spese per l’approvvigionamento di combustibile per riscaldamento e per le bollette dell’energia elettrica.

Scatta il piano del ministro dell’Economia Giulio Tremonti

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Written by marcorouge

20 Novembre 2008 alle 3:40 pm