di marcorouge
La protesta di chi è rimasto in aula: per farci sentire abbiamo i nostri spazi, inutile fermare le lezioni.
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L’altra piazza. La contromanifestazione dei ragazzi della cattolica di Milano, contrari alle occupazioni e all’interruzione della didatica
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La mia personale “protesta” contro chi è venuto a manifestare davanti alla mia scuola. Un particolare ringraziamento ai ragazzi di 4^ L che mi hanno aiutato nell’ “impresa”.
Le proteste (di una parte minoritaria) degli studenti, vigorose e plateali ma dalle motivazioni alquanto incerte , hanno inondato televisioni e giornali sembrando una rivolta totale della scuola. Niente di più sbagliato. Gli studenti in piazza erano , e saranno sempre una minoranza, chiassosi , ma sempre in minornaza. Nessuno parla delle centinaia di milgiaia di studenti che sono rimasti in classe.
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Tratto da www.loccidentale.it
Ieri pomeriggio il teatro Capranica di Roma era gremito di studenti. Non i soliti manifestanti di sinistra, agguerriti contro la Gelmini e le sue riforme, ma studenti come tanti altri, accomunati da un modo diverso di protestare e far sentire la loro voce e da un’appartenenza politica di centrodestra. Erano lì per far valere le loro opinioni e fare le loro richieste ai molti parlamentari del Pdl che hanno accettato l’invito a discutere le politiche del governo sul tema della scuola.
L’occasione era la conferenza indetta da Azione studentesca, Azione universitaria, giovani di Forza Italia, Studenti per la libertà che ha riunito i giovani simpatizzanti di Forza Italia e Alleanza Nazionale per discutere la riforma sulla scuola proposta dal ministro Maria Stella Gelmini, e per discutere soprattutto della protesta studentesca in corso in questi giorni nelle principali città italiane. Gli studenti, che hanno detto di rappresentare una maggioranza silenziosa, hanno manifestato il loro pensiero, in modo civile, dialogando, proponendo, domandando e marcando in questo modo la distanza, nei contenuti e nella forma, tra loro protesta e quella dei giovani contestatori legati alla sinistra e alle sue principali associazioni studentesche. Contemporaneamente infatti davanti Palazzo Madama migliaia di studenti manifestano contro il decreto, megafoni alla bocca, urlando slogan dal sapore retrό talmente sfruttati da risultare ormai privi di sostanza.


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di marcorouge
E’ ora di dire la verità e di fare chiarezza su quanto è contenuto e su quali siano gli obbiettivi del decreto Gelmini.
Il decreto Gelmini servirà per tagliare gli sprechi …
- In Italia il 97% del bilancio del ministero va a pagare gli stipendi, in Francia il 70%;
- In Italia ci sono più bidelli (167.000) che carabinieri (116.000);
- Esistono più di 10.000 classi con meno di 10 alunni;
- In Italia c’è un docente ogni 9 alunni , in Europa uno ogni 14;
- 1.350.000 dipendenti nella scuola sono troppi;
- In una scuola serale di Mestre “lavorano” 11 insegnanti ma non c’è nessun alunno iscritto;
- A Como una sola classe elementare ha 9 maestre;
… per investire nel futuro:
- Aumento del tempo pieno del 50% grazie all’abolizione delle ore di compresenza e al ritorno del maestro prevalente (più insegnanti disponibili), con possibilità di scelta tra orari di 24 o 40 ore settimanali. Già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno;
- In cinque anni 3.950 classi avranno il tempo pieno;
- Al maestro prevalente saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione;
- Più risorse per retribuire meglio e motivare i docenti più meritevoli (fino a 7000 euro annui di premi di produttività );
- Nessun licenziamento: le cattedre verranno diminuite limitando le nuove assunzioni nei prossimi 3 anni;
- Più risorse per investire in innovazione e formazione;
- Più risorse per l’edilizia scolastica;
- Le classi saranno in media di 18 alunni o al massimo 26 (E non 30-35 come dice la sinistra).
L’UNIVERSITA’ ITALIANA: QUELLO CHE LA SINISTRA NON DICE
- L’università italiana produce meno laureati del Cile
- Non c’è un’università italiana tra le migliori 150 del mondo
- Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente
- 327 facoltà non superano i 15 iscritti
- Ci sono 5 università importanti con buchi di bilancioenormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite malamente per tanti anni
Con la solita demagogia, la sinistra e i sindacati hanno cercato di montare la protesta sul provvedimento con cui Mariastella Gelmini ha riportato il maestro unico alle elementari e ha iniziato una lotta contro gli sprechi nella scuola. E, sempre come al solito , la sinistra ha cercato di falsificare la realtà con campagne di disinformzaione, ignorando le motivazioni sacrosante presentate dal Ministro dell’ Istruzione. La realtà è che la scuola italiana è allo sfascio. Ciò che sorprende di più è che ci sia gente che vuole che tutto rimanga cosi com’è.
Studenti! Non facciamoci ingannare da slogan prevedibili e informazioni false
Di marcorouge
E’ ora di dire la verità e di fare chiarezza su quanto è contenuto e su quali siano gli obbiettivi del decreto Gelmini.
Il decreto Gelmini servirà per tagliare gli sprechi …
- Il 97% del bilancio del ministero va a pagare gli stipendi;
- In Italia ci sono più bidelli (167.000) che carabinieri (116.000);
- Esistono più di 10.000 classi con meno di 10 alunni; in Italia c’è un docente ogni 9 alunni , in Europa uno ogni 14;
- 1.350.000 dipendenti nella scuola sono troppi;
- In una scuola serale di Mestre “lavorano” 11 insegnanti ma non c’è nessun alunno iscritto;
- A Como una sola classe elementare ha 9 maestre;
… per investire nel futuro:
- Aumentare il tempo pieno del 50% grazie all’abolizione delle ore di compresenza e al ritorno del maestro unico (più insegnanti disponibili), potendo scegliere tra orari di 24 o 40 ore settimanali. Già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno;
- Più risorse per retribuire meglio e motivare i docenti più meritevoli (fino a 7000 euro annui di premi di produttività );
- Nessun licenziamento: le cattedre verranno diminuite limitando le nuove assunzioni nei prossimi 3 anni;
- Più risorse per investire in innovazione e formazione;
- Più risorse per l’edilizia scolastica;
Con la solita demagogia, la sinistra e i sindacati hanno cercato di montare la protesta sul provvedimento con cui Mariastella Gelmini ha riportato il maestro unico alle elementari e ha iniziato una lotta contro gli sprechi nella scuola. E, sempre come al solito , la sinistra ha cercato di falsificare la realtà, ignorando le motivazioni sacrosante presentate dal Ministro dell’ Istruzione.
Tutti i paesi d’Europa hanno il maestro unico , solo in Italia ci sono più maestri per classe. Con il maestro unico l’Italia era 3° nelle classifiche Ocse , con più maestri è scesa all‘ 8°posto. Aumentare il numero di insegnanti alle elementari è servito solo ai sindacati per aumentare le cattedre, utilizzando la scuola come un ammortizzatore sociale. In questo modo i bambini non hanno una figura di riferimento fissa (che invece, secondo gli psicologi, sarebbe importantissima ) e ricevono un’educazione di bassa qualità. Cosi come gli ospedali servono a curare i malati e non pagare stipendi, cosi LA SCUOLA DEVE EDUCARE e non può continuare ad essere uno stipendificio.
L’ Italia spende per la scuola come gli altri paesi europei (il 3,5% del PIL) , il problema è che li spende male. Infatti , mentre in Francia il 70% dei fondi per l’istruzione sono destinati agli stipendi e il restante 30% al’edilizia scolastica , progetti ecc. , in Italia gli stipendi assorbono il 97% del bilancio lasciando solo il 3% per le restanti voci di spesa. Allora, forse, dovremmo proseguire con qualche numero: il bilancio del Ministero dell’Istruzione e della ricerca è oggi di circa 42 miliardi e mezzo di euro ; nel 1999 spendevamo 32 miliardi: in dieci anni la spesa è cresciuta di 10 miliardi di euro; cioè il 30% in più senza che ciò abbia portato ad alcun miglioramento. Gli otto miliardi di risparmio programmati per i prossimi tre anni non tagliano la spesa attuale, eviteranno lo sfondamento del tetto dei 50 miliardi. Non incidere sui meccanismi di spesa vuol dire assumersi la responsabilità di un tracollo nel breve periodo. Nel passato sono state fatte delle scelte sbagliate che hanno portato la scuola italiana alle condizioni disastrose attuali: è giunto il momento di intervenire , prima che sia troppo tardi.
Studenti! Non facciamoci ingannare da slogan prevedibili e informazioni false