Meno male che Repubblica aiuta Berlusconi…
Anche nei momenti di più buia depressione; nella noia di questa campagna elettorale sfibrata e senza entusiasmi; anche in quei momenti in cui la voglia di andare a votare viene meno, Repubblica arriva sempre puntuale a tirarci su il morale, a farci tornare il buon umore e a regalarci qualche buon motivo per non mollare la presa. Questa volta si tratta dell’intervista ad Andrea Camilleri a pagina 9.
“Il papà di Montalbano” come lo chiama Repubblica, aveva deciso di non andare a votare per la delusione verso il centro-sinistra. Poi, racconta Repubblica, Camilleri è come rinsavito e ora ci ha ripensato: voterà per Veltroni-Di Pietro.
Gli argomenti che lo scrittore usa per motivare il ripensamento sono uno spasso e anche splendido regalo per chi ancora tentenna nel votare Berlusconi e il Pdl.
La premessa è che Berlusconi è “un extraterreste della democrazia”, che la prospettiva del suo ritorno è “oscena” ed è un “salto ne medioevo”. Da cui si ricava l’idea che il Cav. torni al governo con una navicella spaziale e non con regolari elezioni.
Poi Camilleri spiega i motivi della sua preferenza per il Pd e dice che solo votando Veltroni “potranno continuare le lotte dei movimenti, dei girotondi e del No Dal Molin di Vicenza”. Proprio quello che ci vuole: una mobilitazione permanente, movimentista, giorotondina e anti-americana.
Ma per chi ancora non fosse convinto, Camilleri aggiunge: “E’ meglio pagare qualche tassa in più con il centro-sinistra piuttosto che ritrovarsi come la cicala e la formica con le pezze al culo quando il signor Berlusconi lascerà il potere”. Ora, a parte il fatto che non si capisce se ci ritroveremo come la cicala o come la formica, qualche tassa in più è esattamente quello che serve per ritrovarsi con le “pezze al culo”.
Come se non bastasse Camilleri elenca anche le sue preferenze elettorali: Di Pietro “perchè ha aperto le liste alla società civile” e Pancho Pardi “perchè uno come lui va recuperato alle istituzioni”.
Se Repubblica ci offre un altro paio di ripensamenti di questo genere di qui al 13 aprile, Berlusconi le elezioni le vince a man bassa.

Mi stupisco che un giornale così schierato non stia attento alle notizie che da e alla “propaganda” che fa.